Manager e collaboratori: la chiave dell’engagement è il dialogo

Creare occasioni di incontro informale e dialogo tra capi e dipendenti: così si favorisce il coinvolgimento e l’adesione dei lavoratori alle dinamiche aziendali. Ad affermarlo è la ricerca Working Group Employee Communication condotta dall’Università Iulm

motivazione collaboratori

Dialogo e comunicazione continua tra top manager, capi diretti e relativi sottoposti sono la chiave di volta per il coinvolgimento dei dipendenti nella vita dell’azienda e le principali modalità per l’engagment, ossia per realizzare un approccio inclusivo alla relazione con i dipendenti e per l’adesione dei lavoratori alle dinamiche aziendali. È ciò che emerge dalla ricerca scientifica svolta dal Working Group Employee Communication dell’Università IULM su engagement e disengagement dei collaboratori nel biennio 2016-2018.

La ricerca si è articolata in due diverse indagini: una survey su un campione di 375 imprese, statisticamente rappresentativo delle grandi aziende italiane manifatturiere e di servizi con più di 500 dipendenti, volta a indagare gli approcci manageriali adottati dalle aziende italiane per favorire l’engagement; una survey su 147 collaboratori, interpellati per comprendere quali siano dalla loro prospettiva i fattori più rilevanti per l’engagement. In più la ricerca si è composta di 13 casi di studio su altrettante aziende e 10 interviste a esperti del settore.

Il dialogo tra manager e collaboratori è emerso come prioritario per l’engagement: è la pratica manageriale ritenuta più rilevante a questo scopo, sia quando si interpellano i collaboratori in prima persona sia quando sono i manager responsabili del people engagement in azienda ad esprimersi. I collaboratori, in particolare, attribuiscono molta rilevanza alle occasioni di incontro con il top management. Interpellati su una serie di pratiche per l’engagement, hanno infatti rilevato come le più importanti per loro siano il dialogo manager-collaboratori per fornire informazioni o spiegare obiettivi, piani, strategie e le conversazioni informali per sollecitare il feedback dei lavoratori. Questo risultato è analogo a quello emerso dalla survey sulle aziende. “Un dialogo franco e aperto – ha commentato in proposito Alessandra Mazzei, docente di Comunicazione d’impresa e Direttore dell’Osservatorio Employee Relations & Communication dell’Università Iulmè fondamentale per la relazione fra collaboratori e capi diretti ed è rilevante anche nella relazione con il top management”.

Il giudizio tra collaboratori e grandi imprese cambia un po’ per quanto riguarda gli strumenti della comunicazione interna. Mentre per i primi gli incontri informali con il top management risultano l’iniziativa di comunicazione interna più importante (con un punteggio di 3,8 in una scala da 1 a 5), per le grandi imprese sono solo il sesto fattore in ordine di rilevanza (2,8) alle spalle di strumenti di comunicazione più mediata come newsletter, blog, email, intranet e Tv aziendali. Infine, per quel che riguarda le pratiche di gestione delle risorse umane, i collaboratori attribuiscono una rilevanza elevata soprattutto a quelle che tutelano il lavoratore e la sua vita in termini di sicurezza (contratto a tempo indeterminato) e flessibilità (smart working). I responsabili del people engagement interpellati nella survey sulle grandi aziende, invece, danno maggiore importanza alla job rotation e al job posting, cioè alle opportunità di sviluppo interne all’azienda.

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