Le caratteristiche del buon team leader: coerenza, responsabilità, condivisione

Quali sono le doti di un buon capo? Alcuni esperti hanno provato a stilare una lista di caratteristiche che ogni team leader dovrebbe avere

caratteristiche del buon leader

Troppo individualisti, accentratori e incapaci di fare squadra. Intervistato da Repubblica, Lamberto Biscarini, senior partner del Boston Consulting Group (una delle più grandi società di consulenza del mondo), ha indicato questi come i difetti principali dei leader italiani rispetto a quelli stranieri.

Viceversa tra le doti dei manager italici ci sarebbe, secondo Biscarini, l’imprenditorialità, il pragmatismo e la flessibilità.

Ma quali sono allora le caratteristiche che dovrebbe avere un buon team leader?

Difficile stilare una lista precisa e univoca. Senza dubbio empatia, organizzazione, imparzialità, capacità di stimolare e gratificare i propri dipendenti, sono alcune delle qualità che rendono un capo apprezzato dal proprio team, ma certamente da sole non bastano. Secondo la psicologa Anna Zanardi, coach strategico e board advisor per amministratori delegati e cda, un buon leader è colui che ispira fiducia e per farlo la coerenza è una caratteristica fondamentale.

Coerenza tra ciò che si dice e ciò che concretamente si fa e coerenza nei comportamenti, in modo da non lasciare mai spiazzati i dipendenti trattandoli per esempio in modo iniquo.  Ma coerenza non equivale a rigidità. Dunque un buon capo, per esempio, è colui che lascia ai propri dipendenti lo spazio necessario per modificare una procedura, permette loro di ampliare l’orizzonte di lavoro e soprattutto fornisce alle persone gli strumenti per identificare e risolvere da soli i problemi ai livelli più bassi (in questo il coaching aiuta) .

Un bravo team leader è anche colui che condivide le informazioni, accetta i suggerimenti e motiva i propri dipendenti.

Altra qualità ritenuta fondamentale dalla Zanardi e da altri esperti è la responsabilità: siccome il ruolo del leader è far sì che il proprio team porti a casa un buon risultato, se un membro del gruppo fallisce è perché il capo non lo ha messo nelle condizioni di avere successo. Travis Bradberry, presidente di TalentSmart (provider di intelligenza emotiva) ha tracciato delle sue regole personalissime puntando, in particolare, su un atteggiamento di attenzione verso chi lavora sotto di lui: dunque rispettare il tempo dei dipendenti, essere sempre cortesi e assumersi le proprie responsabilità. Un po’ diverso il discorso per le nuove generazioni.

Per i Millennials un buon leader è innanzitutto colui che ha le capacità di formare e far crescere le proprie risorse.

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