Robot e Intelligenza Artificiale, quali sfide per il lavoro di domani

Secondo le stime di McKinsey, entro il 2030 tra il 5 e il 15% della forza lavoro nel mondo potrebbe dover cambiare occupazione in seguito all’avvento dell’automazione. Uno scenario che preoccupa circa un terzo dei lavoratori europei

robot e lavoro

Impossibile pensare al futuro del lavoro senza pensare a intelligenza artificiale e robotica.

Già oggi i robot sono impiegati in una vasta gamma di settori industriali e sempre di più lo saranno nei prossimi anni. Secondo l’International Federation of Robotics, nel 2025 il valore medio della robotica mondiale sarà di 70 miliardi di euro ed è possibile prevedere una crescita media annua di robot venduti nel mondo del 15%. Ecco perché un tema di preoccupazione crescente tra i lavoratori è sapere se e quando queste macchine prenderanno il posto degli uomini. Una recente ricerca condotta da Adp su oltre 10 mila lavoratori nel continente, di cui 1.300 dipendenti in Italia, dal titolo “Work Force Europe 2018”, rileva che quasi un terzo (28%) della forza lavoro in Europa teme che il proprio lavoro verrà automatizzato nel futuro. E tra i più preoccupati ci sono proprio gli italiani (41,7%), seguiti dai lavoratori del Regno Unito (32%), mentre solo un quinto di quelli svizzeri (20%) e polacchi (20%) ha paura di essere sostituito da un robot nei prossimi anni.

Una preoccupazione non del tutto infondata se sono realistiche le stime di McKinsey secondo cui entro il 2030 tra il 5 e il 15% della forza lavoro nel mondo potrebbe dover cambiare occupazione, con quasi il 50% delle mansioni potenzialmente impattate dall’automazione. Ecco cosa ha dichiarato in proposito, di recente, Massimo Giordano, managing partner di McKinsey per il Mediterraneo: “Le nuove tecnologie saranno sempre più applicate alle attività più ripetitive e i lavoratori dovranno aggiornare le proprie competenze per dedicarsi a nuove mansioni a maggior valore aggiunto. Una prima sfida per le aziende sarà aiutare i dipendenti a riqualificarsi. E i dirigenti d’azienda lo hanno compreso. In Europa, quasi l’80% dei manager che abbiamo intervistato considera la riqualificazione una priorità aziendale”.

Dunque la sfida della rivoluzione digitale e dell’automazione riguarda in prima persona anche manager e dirigenti, che dovranno rimettersi in gioco rivedendo del tutto l’organizzazione interna e le competenze dei propri lavoratori.

Del resto è alta tra i manager la consapevolezza delle potenzialità offerte da robotica e intelligenza artificiale: uno su due è convinto che possono creare business e portare vantaggi all’azienda. Ma per centrare gli obiettivi – evidenzia uno studio promosso dal K&L Gates Legal Observatory su un campione di 3.000 manager in Italia – ci sono numerose sfide da raccogliere in uno scenario in cui, per il 59% degli intervistati, aziende e lavoratori non sono ancora pronti a mettersi alla prova con le nuove tecnologie.

Tra le difficoltà maggiori da affrontare gli intervistati hanno menzionato la riorganizzazione strutturale (il 34%) e la formazione delle risorse (il 29%).

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