Stop molestie sessuali sul lavoro, serve l’impegno delle imprese

Un fenomeno ancora gigantesco, seppure in calo, che colpisce le donne: sono oltre 1,4 milioni quelle che negli ultimi tre anni hanno subito una qualche forma di violenza sul lavoro. Valore D e Parks hanno elaborato un documento rivolto alle aziende, per creare consapevolezza sul fenomeno e adottare policy per contrastarlo. Approvata anche una Convenzione internazionale.

molestie

Italia, anno 2019. Le molestie sul lavoro alle donne sono ancora una realtà. E nemmeno piccola. L’Istat calcola che sono 1 milione 404 mila (8,9%) le donne italiane ad aver subito qualche forma di violenza di genere sul luogo di lavoro, di cui 425 mila negli ultimi tre anni. Se dal posto di lavoro si passa al conteggio generale delle molestie, il dato è ancora più impressionante. Si stima che siano 8 milioni 816 mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e che 3 milioni 118 mila (15,4%) le abbiano subite negli ultimi tre anni (dal report Istat Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro). L’unica notizia buona è che si tratta di un fenomeno in diminuzione (anche se ancora con contorni opachi e troppi silenzi). Scrive Istat: “considerando solo le tipologie di molestie sessuali rilevate anche nell’indagine del 2008-2009, il fenomeno risulta in sensibile diminuzione. La stima delle donne che hanno subito molestie sessuali nei tre anni precedenti alle indagini è passata da 3 milioni 778 mila (18,7%) nel 2008- 2009 a 2 milioni 578 mila (12,8%) nel 2015-16”.

Restano comunque cifre che non si possono ignorare. E c’è bisogno di intervenire su quelle che sono considerate zone grigie, comportamenti tradizionalmente non considerati come molestia, che possono facilmente diventare tali: un commento sessuale non richiesto, una barzellette a sfondo erotico, un invito ambiguo, una domanda intrusiva sulla sfera privata. Una realtà che le imprese in primis non possono ignorare: c’è una necessità etica di contrastare questi comportamenti ma c’è anche l’esigenza di tutelare la reputazione e tutti quegli asset intangibili sempre più importanti per l’impresa. Come intervenire? Valore D in partnership con Parks – Liberi e Uguali  ha elaborato un documento a 360° sul tema del sexual harassment per aiutare le aziende ad affrontare questa sfida culturale, definendo contorni e gradi del fenomeno e proponendo approcci e strumenti per affrontarlo.

Il documento

Nella prefazione, a firma di Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D, si legge: “L’obiettivo di Valore D nell’elaborare un documento a 360° sul tema delle molestie sessuali è di supportare le aziende ad avere consapevolezza del fenomeno, definendone contorni e gradi, e proporre approcci e strumenti per affrontarlo. Cos’è una «molestia sessuale»? Quanto costano alla vittima e all’azienda il silenzio e la rassegnazione? Come affrontare il tema in modo rispettoso e al tempo stesso efficace? A queste ed altre domande abbiamo provato a dare una risposta”. Il dossier è molto articolato e propone anche strumenti pratici per le aziende: linee guida per una policy sulle molestie, codici etici da adottare in azienda, case history e percorsi da seguire per diventare aziende modello contro molestie e discriminazioni.

La Convenzione internazionale

Il tema, ovviamente, non è confinato all’interno di un Paese, l’Italia in questo caso. Violenza e molestie non hanno confini nazionali. Per questo lo scorso 21 giugno la Conferenza internazionale del lavoro ha adottato a larghissima maggioranza (439 voti favorevoli, 7 contrari e 30 astensioni) una nuova Convenzione e una Raccomandazione per combattere la violenza e le molestie sul lavoro, con esplicito riferimento alla violenza di genere e alle molestie sessuali. La “Convenzione sulla violenza e le molestie” riconosce che la violenza e le molestie nel mondo del lavoro “possono costituire una violazione o un abuso dei diritti umani, sono una minaccia per le pari opportunità, sono inaccettabili e incompatibili con il lavoro dignitoso“. La convenzione inoltre definisce “violenza e molestie” come un insieme di comportamenti, pratiche o minacce “che mirano a provocare – o sono suscettibili di provocare – danni fisici, psicologici, sessuali o economici” e richiede agli Stati membri di adoperarsi per assicurare “tolleranza zero nel mondo del lavoro“. È la prima volta che viene adottata una convenzione sul tema. Il prossimo passo è la sua entrata in vigore, 12 mesi dopo la ratifica di almeno due Stati membri.

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