Top employers, torna la classifica delle aziende eccellenti nel settore Hr

In Italia sono 113 quelle che si sono distinte e che hanno ottenuto la certificazione per il 2020.

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Torna la classifica di Top employers Insitute, che per il dodicesimo anno segnala le aziende che si sono distinte per la gestione delle risorse umane in termini di ambiente lavorativo, formazione, pianificazione, innovazione, benefit, strategie. Sono 113 quelle certificate per il 2020 in Italia, cresciute come numero rispetto agli esordi, nel 2008, quando se ne contavano 28: lo stesso trend che si registra anche nella classifica mondiale, nella quale a essere certificate sono 1.697 aziende.

L’Istituto è nato nei Paesi Bassi nel 1991, con l’obiettivo di classificare le aziende eccellenti nel campo delle Hr e dell’offerta di lavoro; il metodo che viene utilizzato è lo stesso per tutto il mondo: si prendono a riferimento 10 macro aree – talent strategy, talent acquisition, workforce planning, onboarding learning & development, performance management, leadership development, career and succession management, compensation & benefits, culture – e solo le aziende che rispondono ai requisiti in ciascuna di esse possono ottenere la certificazione. L’Istituto sottolinea che negli anni i criteri di obiettività sono stati sempre rispettati, in modo da poter dare un’informazione certa ai lavoratori, segnalando che nelle aziende certificate possono essere certi di trovare condizioni di lavoro eccellenti.

Come avviene il processo di certificazione

La ricerca consta di tre step: inizialmente viene inviata alle aziende una survey, abbinata a una documentazione di appoggio, per analizzare le best practice intraprese nelle 10 macro aree attraverso; il questionario viene controllato e analizzato dall’Istituto; il terzo passaggio prevede infine un audit esterno, al termine del quale verrà rilasciata o meno la certificazione: la “nazionale” per le aziende che raggiungono i massimi standard nel proprio territorio di appartenenza, la “regional” (o continentale) per le multinazionali che si sono distinte in un numero minimo di paesi della propria area o del continente di riferimento; infine la “global” alle multinazionali presenti a livello mondiale.

Non tutte le aziende che partecipano al processo di selezione ricevono la certificazione, ma vengono rese note solo quelle che hanno avuto esito positivo.

Tornando alle fasi del processo, esiste anche un quarto step, successivo alla classifica, quello che l’Istituto definisce con il termine “connect” e che consiste nel mettere in rete tutte le aziende certificate affinché possano scambiarsi e condividere best pratice, in modo da creare una banca dati delle migliori politiche Hr a livello globale.

Le eccellenze italiane

In Italia sono 113 le aziende certificate, 72 come Top employers Italia e 41 come Top employers Europe (ovvero che si sono distinte per le migliori condizioni di lavoro in almeno 5 Paesi UE). Nella top five per settore, troviamo al primo posto l’industria farmaceutica (18 aziende), poi il settore bancario (11), quindi elettronica e consulenza (8 imprese per ciascun comparto) e infine l’automotive (7). Sono solo 6 le aziende che hanno ottenuto la certificazione per tutte le edizioni, senza soluzione di continuità dal 2008 a oggi: Abbott e Chiesi Farmaceutici nel pharma, Cariparma – oggi Crédit Agricole – e Unicredit nel settore bancario, Elica (produzione) e PepsiCo (alimentare).

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