Welfare, le priorità dei lavoratori nell’era post Covid

Come ha influito la pandemia sulle necessità dei lavoratori in tema di welfare? Alight, leader nella fornitura di servizi per le risorse umane, ha condiviso i risultati dello studio ‘The Era of Agile HR’, i cui dati evidenziano, tra le altre cose, una crescente attenzione verso benefit a supporto del remote working e piani di assicurazione sanitaria.

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La pandemia da Covid-19 ha rivoluzionato il mondo del lavoro, ma soprattutto ha reso evidente alle aziende che è impossibile fare profitto a lungo termine senza tutelare la salute e il benessere dei propri dipendenti.

L’incremento massivo, come mai prima d’ora, del lavoro da remoto ha determinato uno spostamento del focus dai benefit più propriamente legati alla vita d’ufficio ai benefit a supporto dello smart working: meno ticket restaurant, auto aziendali e asili nido interni, e più richiesta di flessibilità oraria, contributi per utenze e forniture, dotazione di dispositivi mobili e, soprattutto, assistenza sanitaria. Le aziende devono pensare nuove strategie di tutela del benessere dei dipendenti, tramite nuove tipologie di benefit. Siamo nell’era del lavoro agile e, per renderlo tale, sarà necessario investire sempre di più sui propri dipendenti.

Alight, leader nella fornitura di servizi per il mondo HR, ha condotto lo studio “The Era of Agile HR”, intervistando oltre 1.500 lavoratori in tutto il mondo su preferenze e priorità in materia di benefit. Il primo dato che emerge è che queste variano in base al Paese di appartenenza. In Europa e America Latina i dipendenti privilegiano la flessibilità dell’orario di lavoro, mentre in Nord America si tende a dare priorità ai benefit di tipo finanziario. In tutto il mondo però, la pandemia ha fatto emergere una chiara tendenza verso una maggiore richiesta di autonomia: ben il 60% degli intervistati non rinuncerebbe mai all’attuale flessibilità di cui dispone per cambiare lavoro.

Le aziende, inoltre, iniziano a sperimentare sistemi di pagamento alternativi al tradizionale accredito dello stipendio mensile: tra questi l’Earned Wage Access, che permette ai dipendenti di accedere al proprio salario alla fine di ogni turno invece che aspettare il giorno di paga. Secondo l’indagine di Alight, quasi la metà degli appartenenti alla Generazione Z (48,6%) vorrebbe maggiore trasparenza in materia di salari.

La pandemia, inoltre, ha portato la salute in cima alla lista di priorità dei lavoratori, che vogliono sentirsi al sicuro. I benefit più richiesti nel post-Covid sono i piani di assicurazione sanitaria familiare (73,1% degli intervistati), seguiti dai bonus sulle performance individuali (69,5%) e da pacchetti di assicurazioni sanitarie personali (61,8%). Le politiche che sostengono il lavoro da casa attraverso contributi per le utenze, budget per la tecnologia e iscrizioni a business club locali, sono i benefit che verranno maggiormente ricercati dai lavoratori nel breve periodo. Anche la salute mentale, e di conseguenza l’assistenza psicologica, sono state spinte dall’emergenza al centro degli interessi di organizzazioni e lavoratori.

Le conclusioni dell’indagine di Alight dimostrano che le aziende che vorranno rimanere competitive in termini di recruiting non potranno più puntare solo sullo stipendio per differenziarsi. Dovranno offrire anche una cultura aziendale, condizioni di lavoro e benefit che facciano sentire i dipendenti valorizzati in quanto individui e non semplici meccanismi di un ingranaggio in cui conta solo la produttività.

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