Welfare: le proposte del tavolo di lavoro

La terza edizione di ORU-Officina Risorse Umane, svoltasi l’11 e 12 novembre scorsi all’hotel Royal Continental, sul lungomare di Napoli, ha visto la partecipazione di circa 120 responsabili Risorse Umane – provenienti da aziende di settori e dimensioni differenti – e di un nutrito panel di opinion leader, referenti istituzionali ed esperti. La due giorni promossa da HR Link e Stati Generali Mondo del Lavoro ha visto la creazione di dieci tavoli di lavoro tematici che hanno indagato altrettante questioni cruciali nelle attuali agende degli HR. Da ogni tavolo è emersa una serie di proposte, presentate prima all’intera assemblea dei presenti e illustrate poi in un documento che verrà consegnato al ministro del Lavoro. In dieci articoli differenti, vi raccontiamo le premesse e le proposte di ogni tavolo.

Il welfare è diventato uno strumento di primo piano per garantire una forma di sostegno al reddito del lavoratore e anche le parti sociali ne hanno riconosciuto la necessità in sede di rinnovo dei CCNL. Mai come in questo momento storico, nel quale l’Italia è minata dal carovita e dall’aumento dell’inflazione, il welfare aziendale diventa un’opportunità di sviluppo per i lavoratori e per le aziende anche in fase contrattuale, purché non venga considerato solo dal punto di vista retributivo, ma anche e sempre più dal punto di vista sociale e assistenziale, intercettando così le necessità dell’individuo, che non sempre passano attraverso leve di tipo esclusivamente retributivo.

Welfare e contesto storico

Negli ultimi anni, il welfare è sempre più spesso un tema centrale per imprese, lavoratori, associazioni datoriali e rappresentanze sindacali e il suo utilizzo si è diffuso con crescente intensità, favorito – o forse in parte costretto – dall’attuale contesto sociale ed economico, condizionato da eventi drammatici e inaspettati, in primis la pandemia e poi i numerosi conflitti bellici, con le loro drammatiche conseguenze.

Proprio a causa dell’incerto e per certi versi imprevedibile contesto internazionale è necessario riflettere con attenzione su quello che potrà essere il ruolo del welfare nel prossimo futuro, avendo ben chiaro che questo strumento dalle molteplici sfaccettature si inserisce già a pieno titolo tra i principali trend e processi di evoluzione positiva che portano verso un modello di società sempre più inclusiva, che promuove un nuovo e ampio concetto di benessere, attento alla sostenibilità, alla cura dell’ambiente, alla parità dei diritti a tuttotondo.

Ed è in questo scenario complesso e mutevole che deve inserirsi anche l’intervento pubblico, che dovrà garantire la piena capacità di prendere in carico i diversificati bisogni della collettività e dei singoli lavoratori, agendo in sinergia con le imprese, per preservare la tenuta economica e sociale, il benessere delle persone e del territorio. Con questa premessa, il PNRR può quindi costituire una opportunità unica per rinnovare completamente il sistema del welfare italiano, in particolare in relazione ai confini tra pubblico e privato. Già il programma NextGenerationEU offre una importante serie di risorse finanziarie e definisce una cornice progettuale dettagliata che consente di individuare anche nuovi terreni per la possibile espansione del welfare all’interno delle aziende, intrecciandosi con le politiche “ESG” (Environmental, Social e Governance).

In sostanza, dunque, il welfare sarà davvero efficace se riuscirà a dare nuove risposte ai nuovi bisogni dei lavoratori, come la flessibilità e un rinnovato work-life balance. Per farlo, il punto di partenza dovrà tornare alla radice, ridefinendo prima il concetto stesso di “welfare aziendale”, in maniera unica e omogenea, per poi auspicare una razionalizzazione, stabilizzazione e semplificazione della normativa, con il rispetto della quale le organizzazioni potranno costruire percorsi aziendali adeguati e sostenibili.

Le proposte nel dettaglio

Dopo un’ampia discussione, il tavolo di lavoro sul welfare di ORU ha elaborato tre proposte da sottoporre al legislatore. 

La prima parte dall’individuazione prioritaria di una soglia strutturale e definitiva dell’importo annuo dei fringe benefit pari a mille euro, senza prevedere alcuna differenziazione di trattamento (per esempio la presenza o meno dei figli a carico, come previsto attualmente) ma prevedendo invece l’indicizzazione periodica all’inflazione di tutti gli importi previsti dal TUIR in materia di welfare, in modo da mantenere le soglie adeguate al potere di spesa dei dipendenti.

La seconda proposta chiede invece l’introduzione di un ulteriore comma all’art. 51, co. 2, del TUIR che preveda il rimborso degli affitti derivanti dai contratti di locazione stipulati dai dipendenti under 35, dai familiari a carico iscritti a un corso di laurea presso un’università, e dai tirocinanti nell’ambito di un tirocinio formativo o di uno stage. La seconda proposta introduce anche il rimborso dei contribuiti previdenziali necessari al lavoratore per il riscatto del diploma di laurea o di un titolo equiparato.

L’ultima proposta elaborata dal tavolo di lavoro riguarda infine l’introduzione di un ulteriore comma all’art. 51, co. 2, del TUIR che preveda il rimborso delle spese per la mobilità sostenibile, dalla ricarica delle auto elettriche al car sharing e bike sharing, con l’obiettivo di sostenere e incentivare la transizione ecologica.

Il commento del coordinatore

Coordinatore del tavolo di lavoro sul Welfare è stato Stefano Pinato (Sales Director – Welfare Edenred Italia), che ha spiegato: “Riteniamo che oggi il welfare debba avere al suo interno due pilastri: quello di supporto al reddito – l’inflazione continua a correre e serve però un sistema normativo chiaro e stabile che sia di supporto alle aziende nell’erogazione del welfare – e quello sociale e assistenziale, riconoscendo il ruolo sociale dell’azienda, che può – – mettere in campo una serie di strumenti assistenziali. È tuttavia necessario che il quadro normativo crei le condizioni legislative che permettano all’azienda di avere questo ruolo da qui ai prossimi anni”.

I partecipanti del tavolo

Stefano Pinato è stato coadiuvato nel coordinamento del tavolo di lavoro dedicato al Welfare da Francesca Formoso (Head of Welfare Advisory Edenred Italia) nel ruolo di co-coordinatore, Patrizia Fontana (Founder e Presidente Talents in Motion) in veste di facilitatore e Fabio Previti (Senior Associate LabLaw Studio Legale) alla Direzione scientifica. Hanno inoltre contribuito con il proprio punto di vista: Rita Amatino (HR Manager Antolin), Alberto Ascoli (Director of People McKinsey), Luca Grazioli (Dirigente Settore Esazione Autostrada del Brennero), Martina Guerra (Collaboratore Italian Welfare), Alessandro Nuvoli (Direttore Risorse Umane Sidief), Andrea Peduto (Senior HR & Organization Development Manager and Executive Edison), Leonardo Piliego (Responsabile Servizio Risorse Umane e Relazioni Industriali Confitarma), Carlo Scorza (HR Director Banca Monte dei Paschi di Siena), Silvia Sicoli (Key Account Manager Jointly).

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