Whistleblowing: le novità delle linee guida dell’Anac

Con la delibera n. 478/2025, l’Anac completa l’attuazione del D.Lgs. 24/2023: nuove Linee Guida sul whistleblowing che definiscono struttura dei canali interni, modalità di segnalazione, ruolo e indipendenza del gestore e gestione dei conflitti di interesse nei gruppi societari

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L’Autorità nazionale anticorruzione ha definitivamente approvato, con la delibera n. 478/2025, le “Linee guida in materia di whistleblowing sui canali interni di segnalazione”: è la conclusione di un percorso naturale avviato già nel 2023 con il decreto legislativo n 24.

Il nuovo documento definisce gli standard per la struttura dei canali interni di whistleblowing, così da assicurare una corretta gestione dei flussi e l’indipendenza di chi riceve le segnalazioni. Analizziamo le novità per capire in che modo le aziende devono adeguarsi alla normativa.

Quali sono le novità principali

Le linee guida chiariscono come le imprese devono organizzare i propri sistemi di segnalazione. Non vengono introdotti nuovi obblighi, in senso stretto, ma vengono fornite indicazioni su come garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, l’indipendenza e l’imparzialità del gestore e il corretto funzionamento dei canali interni. L’Anac ribadisce anche la necessità di adeguare il modello 231 alla nuova disciplina: per questo suggerisce di istituire un canale unico per whistleblowing e segnalazioni 231. Le linee guida suggeriscono anche di disciplinare il raccordo tra l’Organismo di Vigilanza e il gestore delle segnalazioni, se si tratta di due soggetti distinti.

I canali e le modalità di segnalazione

Per quanto riguarda i canali, l’Anac caldeggia l’utilizzo di una piattaforma informatica dedicata, perché la semplice email (ordinaria o certificata) non può garantire la riservatezza necessaria. Le segnalazioni possono avvenire in formato sia scritto sia orale, per esempio tramite linee telefoniche dedicate, sistemi di messaggistica vocale o, se il segnalante lo richiede, attraverso un incontro diretto con il gestore.

Il gestore delle segnalazioni

L’Anac sottolinea il requisito dell’autonomia e dell’indipendenza del gestore del whistleblowing, che deve possedere solide competenze giuridiche, accompagnate da conoscenze legate all’etica e all’organizzazione dei processi aziendali. Viene ovviamente specificato che ogni organizzazione deve verificare che il gestore sia libero da conflitti di interesse; le procedure devono quindi disciplinare quei casi in cui il gestore coincida con il segnalante o con la persona segnalata oppure sia coinvolto in altri casi nella segnalazione: in queste situazioni occorrerà quindi sostituire il gestore in virtù del principio di imparzialità e a tutela delle parti.

Come gestire il whistleblowing nei gruppi societari

I gruppi fino a 249 dipendenti possono condividere il canale e le risorse o, liberamente, affidare il tutto a un soggetto esterno. Per realtà più grandi, invece, l’Anac ammette solamente la possibilità di affidare la gestione a un soggetto esterno.

Tornando al primo caso, quindi, l’Anac ammette l’utilizzo di una piattaforma informatica unica a livello di gruppo, a patto che sia “ramificata”: ogni società, cioè, deve avere un proprio sottocanale autonomo, per garantire l’accesso ai dati esclusivamente al proprio gestore. 

Il coinvolgimento dei sindacati

Nell’attivare o modificare i propri canali whistleblowing, le aziende devono coinvolgere le rappresentanze sindacali attraverso un’informativa. Il parere del sindacato non è vincolante, tuttavia la mancanza di questo passaggio rende la procedura sanzionabile perché non conforme alla normativa.

Le sanzioni

Le linee guida dell’Anac prevedono sanzioni da 10 a 50mila euro nei casi in cui le organizzazioni, sia pubbliche sia private, non istituiscano gli appositi canali di segnalazione, non adottino procedure per effettuare e gestire le segnalazioni o abbiano seguito procedure non conformi.

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