Come diventare un HR Manager di successo secondo Spencer Stuart

L’apice della carriera per chi si occupa di Risorse Umane é diventare Chief HR Officer. Con questo title si indicano i numeri 1 della funzione HR delle grandi multinazionali quotate. Sono quei manager delle risorse umane che possono arrivare a guadagnare, in base alla complessità, stipendi totali annuali a 7 cifre!

come diventare hr manager
L’apice della carriera per chi si occupa di Risorse Umane é diventare Chief HR Officer.
Con questo title si indicano i numeri 1 della funzione HR delle grandi multinazionali quotate. Sono quei manager delle risorse umane che possono arrivare a guadagnare, in base alla complessità, stipendi totali annuali a 7 cifre!
Tuttavia, questo studio di Spencer Stuart (una delle majors delle esecutive Search al mondo) su 100 CHRO delle prime aziende di Fortune, ha evidenziato come la complessità, le responsabilità e quindi le competenze richieste a questa figura siano fortemente aumentate e quindi diventare Chief HR Officer richiede precise qualità. Questo ruolo si deve occupare, infatti,  di ” miriadi di questioni” – evidenzia il rapporto Spencer Stuart – sia per quanto riguarda le vecchie aree di competenza che per altre del tutto nuove.

Le 5 qualità per diventare Chief HR Officer

Secondo gli esperti che li ricercano sul mercato, le qualità principali per arrivare al “leading edge” sono:
  • Profonda conoscenza del business. 33% dei CHRO di Fortune hanno un background con esperienze di business, contro il 22% di qualche anno fa. La capacità di pensare alla strategia, leggere gli indicatori, ridisegnare i processi core sono doti che un top HR non può non avere.

 

  • Avere una efficace gestione del board. Il ruolo sta rivestendo sempre più importanza all’interno dei consigli di amministrazione delle società quotate. Esecutive compensation, questioni di governance, succession planning sono alcuni degli argomenti che é necessario gestire al massimo livello aziendale.

 

  • Guadagnare credibilità nel gruppo dei cd ” C suite”. I migliori CHRO sanno gestire le dinamiche all’interno del team dei top managers. Sono visti come abilitatori di business e persone credibili che possono rendere più efficaci i rapporti all’interno di questi team dalle dinamiche molto delicate. Inoltre sono cosci di coinvolgerli tutti nella definizione della cultura aziendale.

 

  • Creare network esterni e colmare i gap di conoscenza. Gli aspiranti CHRO devono fronteggiare uno scenario in cui il know how é in continuo sviluppo e mutamento. Per questo é fondamentale utilizzare le reti interne ed esterne per colmare i gap di conoscenza.

 

  • Diventare “fluent” con il mondo digitale e degli analytics. L’uso dei dati, vecchia “bestia nera” degli uomini del personale, diventa sempre di più il modo per accreditarsi nella business community. La capacità di generare e leggere i workforce data diventerà una discriminante tra i bravi HR e gli altri. Il cambiamento verso la digitalizzazione del business e delle organizzazioni richiede un know how specifico che non può essere trascurato.

 

 

In conclusione

Insomma, un mestiere difficile, ma sempre più ricco di sfide e dove la funzione può dare sempre più valore aggiunto a patto di sapersi adeguare a questo difficile e variegato processo di cambiamento. Per chi volesse approfondire, HR-link aveva svolto una indagine sui top CHRO italiani che potete trovare nel nostro articolo Top Jobs HR: quali sono in Italia e chi li ricopre
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