Diventare Business Coach: i 3 elementi indispensabili

Come si diventa Business Coach? Attitudine, preparazione ed allenamento sono le tre condizioni indispensabili per diventare dei professionisti che accompagnano verso il miglioramento continuo

business coach

Per diventare Business Coach non basta studiare sebbene sia importante, non basta farlo, sebbene l’esercizio sia fondamentale, non basta lasciare libero il nostro intuito e predisposizione, sebbene sia una condizione di base.  Ma allora come  si diventa Business Coach?

Abbiamo girato la domanda a Carlo Boidi, Senior Business Coach di SCOA-The School of Coaching e vice presidente EMCC Italia, che ci spiega quali siano  i 3 elementi fondamentali che permettono di diventare dei professionisti del Business Coaching:

  • Possedere l’attitudine
  • Frequentare  un corso e studiare
  • Praticare

 

Possedere l’attitudine, ovvero saper essere

Per diventare  Business Coach  si parte proprio da questo: come in tutte le professioni che implicano principalmente l”utilizzo di se stessi come strumento, l’avere una predisposizione verso la relazione d’aiuto, il contatto con la persona, il problem solving, sono presupposti di base per avviarsi in una professione che può dare molte soddisfazioni, ma che implica anche la capacità di fare i conti con le resistenza, le fasi di arresto, il cambiamento, l’imponderabilità data dal trattare con la variabile umana su cui non abbiamo nessun controllo.

 

Frequentare un corso e studiare, ovvero sapere

L’attitudine deve essere nutrita di saperi. Diversamente diventare coach rischia di essere  l’esercizio di un’inclinazione, usata seguendo emozioni ed istinto, con le conseguenze incognite che possono arrecare danno al coachee, ma anche al coach.

Acquisire una solida dotazione teorica accompagnata dall’esercizio che i corsi di formazione prevedono come leva indispensabile di apprendimento, è un passo imprescindibile per far si che il nostro gigante non si muova su piedi di argilla.

 

Fare pratica, ovvero saper fare

Come abbiamo detto anche nell’articolo “Il Business Coach: un allenatore di comportamenti”, allenare è la parola chiave della professione. Si diventa Business Coach con un esercizio costante, quindi un allenamento che è fatto di pratica  di analisi ed implementazione.

Il coach affina così la propria abilità, la propria efficacia, rivendendo il proprio modo di agire, tramite i feedback che arrivano dal coachee e l’autosservazone.

Un esercizio quindi costante che accompagna tutta la vita professionale di un coach, che non potrà mai ritenere esaurito il proprio processo di apprendimento.

Occuparsi delle persone significa stare a contatto con la diversità, l’imprevedibilità, il cambiamento, la sorpresa. Tutto moltiplicato non solo per il numero di coachee, ma degli innumerevoli se che li abitano e abitano il coach stesso.

Questi tre elementi sono inscindibili l’uno dall’altro in un legame circolare attraverso cui l’attitudine nutre il desiderio di approfondire e la pratica offre elementi di dubbio e conferma per rivedere la propria preparazione e testare la predisposizione.

 

Compreso il come, cosa vuol quindi dire “diventare Business Coach”?

Roberto Degli Esposti, Executive Business Coach, Managing partner e Docente SCOA, ci offre una risposta nel suo articolo “L’importanza del Coachee nell’esecutive coaching”, quando definisce il coach come un allenatore:

“Si tratta quindi di una professione che dato un campo di applicazione e uno o più soggetti abilita e sostiene il miglioramento della loro performance. In fondo è tutto qui. Anche se in questo tutto c’è, almeno dal punto di vista di chi esercita questo mestiere, una ricerca, una preparazione, una vicinanza ed una illuminante gratificazione che questa semplice definizione può rendere meno evidente.”

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