Congedo obbligatorio, lavorare fino al nono mese di gravidanza non piace a tutti

Una delle novità introdotte dalla manovra 2019 in relazione al periodo di maternità obbligatoria: in tal modo ci si porterebbe in dote l’intero periodo di cinque mesi dopo la nascita. Per alcuni si tratta di un passo indietro per le donne. Piccole novità anche per i padri: il loro congedo sale da 4 a 5 giorni

congedo obbligatorio di maternità

Figlio in arrivo? Con la manovra 2019 sono state introdotte alcune novità relative al congedo obbligatorio. Quella che sta facendo più discutere riguarda le mamme lavoratrici: potranno scegliere se lavorare fino al nono mese di gravidanza (previo benestare del ginecologo), portandosi “in dote” l’intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto. Il nuovo sistema viene proposto come alternativa all’attuale, che impone invece l’obbligo di astensione (di uno o due mesi) prima della nascita del bambino. La modifica (una possibilità) sta facendo molto discutere e sta suscitando non poche perplessità in tema di tutela dei diritti delle donne lavoratrici. Se da una parte la flessibilità e la possibilità di scelta della donna vengono giudicate un progresso, dall’altra il nuovo sistema, nato da un emendamento alla manovra presentato dalla Lega Nord, non è esente da timori legati a possibili abusi da parte dei medici e all’esistenza di pressioni dei datori di lavoro sulle donne.

La novità ha diviso il mondo sindacale, con aperture da parte della Cisl e una secca bocciatura da parte della Cgil (“un passo indietro per i diritti delle donne”); divisioni anche sul fronte medico. In un post sulla sua pagina Facebook, Giuseppe Battagliarin, ginecologo e presidente della commissione nascite dell’Emilia-Romagna, ha espresso ironicamente la sua contrarietà alla misura: Per voi questo anno si apre all’insegna della conquista di nuove libertà (o forse di antiche schiavitù). Finalmente potrete lavorare, con l’approvazione formale dell’INPS, fino al momento di partorire. Dopo anni di coercizioni a cui sono state obbligate coloro che vi hanno preceduto, dovendosi assentare dal lavoro al 7° o all’8° mese, per colpa delle inutili conquiste ottenute dal movimento delle donne e delle lavoratrici, finalmente potrete lavorare fino all’inizio delle contrazioni del travaglio o alla rottura delle membrane. Potete vedere riconosciuta e sancita la vostra innata e fisiologica capacità di essere super donne”.

A sottolineare, invece,  come si tratti di una misura “opportuna” è il vice presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), Vito Trojano: Continuare a lavorare fino al termine della gestazione, se non ci sono problemi particolari, non rappresenta assolutamente un rischio, ma moltissimo dipende ovviamente dal tipo di lavoro che si svolge. In gravidanza avanzata, è ovvio che non sia ottimale un lavoro particolarmente faticoso fisicamente e che si protrae per molte ore di seguito”.

 

I padri

Piccole novità dalla manovra anche per i padri: il loro congedo obbligatorio sale da quattro a cinque giorni, nel 2019. È stato prorogato anche il congedo facoltativo, la possibilità di astenersi dal lavoro un ulteriore giorno in sostituzione della madre. Questo giorno di assenza in più può essere utilizzato solo a condizione che la neo mamma rinunci a un giorno del proprio congedo. Durante il congedo l’Inps riconosce al papà lavoratore un bonus-indennità pari al 100% della normale retribuzione giornaliera.

Oltre al congedo obbligatorio, la legislazione riconosce anche la possibilità di avere un congedo facoltativo. Elementi migliorativi in fatto di congedi familiari sono, in genere, inseriti nella contrattazione integrativa aziendale.

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