Pari opportunità: timori per un ritorno al passato sulle quote rosa

Va verso la “scadenza” la legge Golfo-Mosca, che ha imposto una presenza minima di donne nei Cda delle società quotate, ma i suoi principi sono stati incorporati dai codici di autodisciplina. Alcuni segnali danno preoccupazione, in compenso gli obiettivi sono stati raggiunti

pari opportunità un ritorno al passato

Cosa succederà dopo la “scadenza” della legge Golfo-Mosca? Molti la conoscono come legge sulle quote rosa e non per il nome delle due parlamentari che l’hanno promossa (Lella Golfo e Alessia Mosca): è la legge che ha imposto una presenza minima di donne nei Cda delle società quotate in Borsa, entrata in vigore nel 2011. La legge sulle pari opportunità prevede un esaurimento dei suoi effetti, dopo tre mandati o dieci anni (2022) ma keep calm, ci sono gli strumenti per continuare in un percorso virtuoso di pari opportunità, a cominciare dai codici di autodisciplina delle società quotate, che hanno incorporato i principi della Golfo-Mosca.

 

Le preoccupazioni

Quella legge ha generato effetti positivi negli anni, me le pari opportunità non sono ancora un elemento definitivamente acquisito nella nostra società. Preoccupazioni al riguardo sono emerse a seguito dei rinnovi dei board di alcune grandi aziende pubbliche, come Ferrovie e Rai: la presenza femminile è sottorappresentata. Non è solo una questione legata alle nomine politiche: secondo uno studio realizzato da Deloitte e Sda-Bocconi, su 194 società analizzate si contavano solo il 9% di donne presidente e il 5% di donne amministratore delegato.

I dati cambiano a seconda della “stazza” delle società prese in considerazione: secondo uno studio di www.truenumbers.it, considerando solo le prime 30 società per capitalizzazione, l’Italia è al secondo posto in Europa, dopo la Francia, per la percentuale di donne nei Cda. Con una fortissima spinta data dall’approvazione della legge sulle quote rosa.

 

Un bilancio

A prescindere dalle diverse analisi, con dati anche contrastanti, è innegabile che la legge Golfo-Mosca abbia colto nel segno. Queste le parole di Lella Golfo, in un intervento ad un convegno su donne e mercato: “In cinque anni dalla legge sulle quote rosa abbiamo raggiunto e superato quello che sembrava un traguardo impossibile. Siamo al 33,5% nei Cda delle società quotate, addirittura al 40,2% nei collegi sindacali. Negli organi di amministrazione e controllo delle società controllate siamo passati dal 18,3% al 30,9%. L’Italia oggi non è più fanalino di coda, è accanto a Francia, Svezia e Finlandia. E tra gli unici Paese europei ad aver superato il tetto del 30% di donne nei Cda delle grandi aziende”. Saranno probabilmente questi numeri positivi ad innescare i forti timori di possibili retromarce.

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