Disability management, così Alstom ha assunto quattro “specialisti”

Nella sede di Bologna la multinazionale francese ha avviato il progetto Rain Man: i lavoratori, affetti da disturbo dello spettro autistico, svolgono la mansione di verificatori degli impianti di sicurezza. Inserita in azienda la funzione del Disability management

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Quattro uomini, tra i 18 e i 42 anni, accomunati da una diagnosi: disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Tutte le mattine varcano l’ingresso della sede Alstom di Bologna, gruppo industriale francese che opera nel settore della costruzione di treni e infrastrutture ferroviarie e sempre attento alle politiche di Disability Management, e iniziano la loro giornata di lavoro a tempo pieno, nel ruolo di analisti programmatori. Il loro compito consiste nel verificare gli impianti di sicurezza nei sistemi ferroviari, all’interno di un team di ingegneri. Uno solo di loro ha una laurea, ma tutti hanno abilità fuori dal comune, che potranno valorizzare all’interno della multinazionale.

Un risultato raggiunto grazie al progetto Rain Man, partito nel gennaio 2017 dalla collaborazione di Azienda USL di Bologna, il gruppo Alstom e Angsa Bologna, l’associazione che riunisce i famigliari delle persone con autismo.

Con il supporto degli educatori del dipartimento di Salute mentale dell’azienda Usl di Bologna e di un team di ingegneri Alstom, i quattro candidati hanno seguito per sei mesi un tirocinio professionale per acquisire le competenze di analista programmatore. Il tirocinio è stato quindi successivamente rinnovato per un secondo semestre, per concludersi con un’assunzione a tempo indeterminato. Un quinto partecipante al progetto, inserito inizialmente in azienda con un percorso scolastico di alternanza scuola-lavoro ha appena terminato il tirocinio.

Chi è affetto da disturbi autistici ha in certi contesti prestazioni superiori alla norma, che possono essere preziosissime in alcuni settori. È partendo da questo presupposto che è nata l’idea del progetto, in accordo con la Usl e l’associazione bolognese: per ciascuno dei partecipanti sono stati definiti obiettivi specifici e personalizzati, e prima dell’inizio del tirocinio e nel corso dell’anno sono stati realizzati corsi di formazione specifica per i dipendenti della sede, oltre che briefing periodici di verifica con i responsabili dell’azienda.

Alstom Italia ha inoltre inserito nella sua modalità di gestione delle risorse umane il Disability Management: «Stiamo lavorando attivamente nelle nostri sedi in tutto il mondo per condividere le best practices e i percorsi di miglioramento, allo scopo di contribuire a promuovere un luogo di lavoro realmente inclusivo per tutti. Lavorare con persone con abilità fisiche, cognitive o socio-emozionali diverse è una fonte di ricchezza – anzi, un vantaggio – e siamo orgogliosi di includerle nel nostro pool di talenti», ha spiegato Marcella Martinetti, Global Talent Director di Alstom.

Lo scorso novembre la multinazionale ha lanciato una campagna interna mondiale per evidenziare l’importanza dell’inclusione: la settimana WADA, dove l’acronimo sta per “We Are Differently Abled” (siamo diversamente abili). Lo scopo è quello di condividere e diffondere le best practice attraverso una serie di eventi locali nelle diverse sedi in tutto il mondo.

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