Giovani e lavoro, oltre un terzo avverte mancanza di fiducia

Secondo una ricerca di Achievers e Censuswide il 37% dei giovani avverte una mancanza di ascolto e fiducia da parte dei datori di lavoro, fattore che li ha spinti a più straordinario, anche durante le vacanze, e, in quattro casi su cinque, alla ricerca di un nuovo impiego. A segnalare il problema soprattutto i lavoratori di età compresa tra 16 e 24 anni, che manifestano la necessità di un maggiore riconoscimento da parte di figure senior.

giovani e lavoro

Molti giovani lavoratori in UK e Germania stanno cercando di cambiare lavoro dopo essersi sentiti sottovalutati per mancanza di fiducia da parte dei loro datori di lavoro. È quanto emerge da una nuova ricerca di Achievers e Censuswide che ha dimostrato come oltre un terzo dei giovani lavoratori intervistati (il 37%) sente di non essere ritenuto affidabile o di essere inascoltato, mentre quasi quattro su cinque sono alla ricerca di un nuovo lavoro. Il sondaggio Achievers è stato condotto dalla società di ricerca indipendente Censuswide, intervistando 2.005 dipendenti nel Regno Unito e in Germania tra il 23 e il 27 aprile 2021.

I lavoratori di età compresa tra 16 e 24 anni sono risultati significativamente più propensi a riferire di non essere ritenuti affidabili dai propri datori di lavoro nel remote working. Quasi due quinti di questo gruppo (il 37%) ha riportato questa sensazione, rispetto a solo un quinto nel complesso (21%).

Ciò ha portato il 65%dei giovani lavoratori a lavorare più ore, e oltre la metà (55%) a lavorare durante le vacanze o a saltarle del tutto. I dipendenti di questo gruppo hanno affermato che i modi migliori per farli sentire più apprezzati sono il riconoscimento dei clienti (21%) e il riconoscimento dei leader senior (19 %). Solo per un 15%, invece, la soddisfazione deriva da un riconoscimento da parte dell’azienda e da una ricompensa finanziaria. Questo non solo dimostra l’importanza del riconoscimento in sé per questa fascia di età, a prescindere dalla sua monetizzazione, ma anche l’importanza della visibilità pubblica dello stesso.

Inoltre, nonostante molte aziende si siano rivolte al personale durante la pandemia per valutare il suo stato d’animo, molti giovani lavoratori (32%) non hanno avuto la sensazione che il feedback offerto ai datori di lavoro sia stato tenuto in considerazione.

Pertanto, la ricerca offre cinque raccomandazioni principali per migliorare il coinvolgimento dei dipendenti:

  • concentrarsi sui feedback del personale;
  • creare una cultura del riconoscimento che sia pervasiva ad ogni livello;
  • valorizzare le opinioni di tutti, indipendentemente dalla loro età;
  • trasmettere il diverso approccio che creerebbe un forte senso di appartenenza al lavoro;
  • affrontare il presenzialismo sul posto di lavoro che attualmente fa ritenere i lavoratori da remoto non affidabili.

Jon Maddison, amministratore delegato per Achievers EMEA, ha commentato: «Sebbene i risultati del nostro sondaggio possano sembrare allarmanti, la maggior parte delle aziende ha ancora tempo per comunicare con i propri dipendenti, quindi adottare misure per aumentare il coinvolgimento e prevenire l’abbandono. Prima le aziende agiscono per instillare pratiche benefiche come l’ascolto, il riconoscimento e la ricompensa nelle loro culture aziendali, più è probabile che capovolgano questa situazione».

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