Il manager visto dai millennials è tutto lavoro e poco humor

Una ricerca dello Iulm per conto di Manageritalia su come i giovani vedono i dirigenti d’impresa: ne esce un’immagine un po’ datata e con una netta prevalenza dei tratti della testa rispetto a quelli del cuore: prevalentemente maschio, con buoni guadagni ma senza una vita privata di qualità

manager visto dai millennials

Fare il manager? Sì, ma che fatica! Persone serie, tutte prese dal lavorare in modo razionale, con poco senso dello humor e poco spazio per la vita privata e la famiglia. Cari manager, ecco come vi vedono i millennials, i nati tra l’80 e il ’97. Li ha sondati (oltre 2.400 gli intervistati) l’Università Iulm di Milano per conto di ManagerItalia, la federazione che raccoglie 33 mila professionisti in tutto il Paese, guidata dal presidente Roberto Beccari. I primi risultati sono stati presentati nel corso dell’evento “Millennials e Managerialità: mitografia e realtà”.

 

I dati

L’immagine dei manager emersa dalla ricerca, secondo la professoressa  Stefania Romenti, è un po’ datata e poco coerente con quello che è attualmente un dirigente d’impresa. Per i millennials è come se il manager fosse asettico, una figura sì piena di responsabilità e con un bel conto in banca ma priva di sense of humor  e di una vita sociale. Inoltre, emerge il ruolo del manager come «prevalentemente maschile», anche se sul mercato del lavoro lo scenario sta cambiando in fretta. La ricerca, inoltre, ha confermato anche altre idee e valori propri dei millennials: attenti all’appartenenza, all’engagement, all’etica di impresa, alla sostenibilità e con l’obiettivo di lavorare in proprio. «Per noi è importante conoscere al meglio questi giovani che stanno entrando o entreranno nelle aziende — ha dichiarato Roberto Beccari di Manageritalia, all’Economia del Corriere della Sera — Per questo oltre alla ricerca abbiamo un tavolo permanente di studio e osservazione, proprio sui Millennials».

 

Testa o cuore

Ai giovani, a proposito dei manager,  è stato chiesto di rispondere a domande raggruppabili in due grandi aree: i tratti della testa e quelli del cuore. Hanno prevalso i tratti della testa, con aspetti come l’apertura mentale con 4,68 punti (su una scala da 1 a 5), saper tenere i nervi saldi (4,64) e avere fiducia in se stessi (4,59). In fondo alla classifica, a parere dei millennials, sono finiti i tratti del cuore, come l’idealismo (3,80), la spontaneità (3,79), la generosità (3,72). I giovani mostrano un grande consenso (4,24 punti) sul fatto che il mestiere del dirigente «ha potenzialità di guadagno» e certamente garantisce eccellenti opportunità di carriera ma non offre «una vita familiare di qualità» (3,07).

 

L’altro lato

Anche i manager guardano i mIllennials, e non potrebbe essere diversamente, visto che sono loro i portatori di quel talento di cui l’impresa ha sempre più bisogno. Li osservano e si attrezzano per scegliere i migliori. Ecco, dal sito di Manageritalia, i 10 errori da non fare se vuoi assumere un millennial.

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