La competenza umana resta fondamentale

Su ‘La Repubblica’ di Mercoledì 2 settembre un articolo di Andrea Greco, dedicato alla recente alla scoperta di Eni, ha catturato la nostra attenzione

Incuriositi dal titolo “il Cacciatore di pozzi” ci siamo addentrati fra le colonne di un testo in cui l’autore racconta di fisici, matematici, geologi ‘masticatori di pietre’ che indagano “fette di roccia”, che come moderni rabdomanti “accatastano dati su modelli matematici” alla ricerca di idrocarburi.

Si racconta di uomini, di giochi di squadra che, insieme alla tecnologia, “possono battere i colossi dell’energia”. Lo sguardo di Greco non si sofferma solo sull’evoluta tecnologia dei laboratori Eni, né solo sull’indiscussa rilevanza della scoperta egiziana. Il dribbling tra un passaggio tecnologico e l’altro e’ interessante, spazia da macchine in grado di fare vere e proprie TAC alle rocce a un Knowledge Management System che consente ai tecnici Eni, sparsi nel mondo, la costante condivisione di esperienze e di saperi.

Ma i passaggi che hanno colpito il nostro cuore HR sono gli sguardi dell’autore che scorrono, vanno oltre e si agganciano al fattore umano, alle Persone: ai ‘300 uomini che hanno trovato in Egitto un mare di gas e senza il cui know-how non avremmo potuto raccontare questa impresa. Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile, nonostante così tanta evoluzione tecnologica, poiché “la competenza umana resta fondamentale, perché con tutte le tecnologie del mondo sono gli uomini a decidere dove scavare, quando fermarsi e armare il pozzo, come arginare i rischi di perdita dei fluidi”.

Sono Persone, perseveranza, passione e dedizione, il cuore pulsante della scoperta egiziana. Sono loro che – fra tempeste finanziarie e oscillazioni da cardiopalma – hanno tenuto testa, anche solo per un momento, all’ambaradan speculativo-finanziario che di Uomini vuole saperne troppo poco. Il magico link, dunque, e’ questo: Persone, Passione, Conoscenza… Sapere Umano.

Lo sappiamo tutti. Niente di nuovo sotto il sole. Ma perché rimane sottotraccia la sensazione che spesso, pur sapendolo, ce ne dimentichiamo o non facciamo abbastanza?

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