La formazione a sostegno della crescita dei quadri

Oggi sono le persone ad assumere la responsabilità della propria formazione professionale e personale. Il ruolo del formatore deve adattarsi alla nuova realtà, offrendo percorsi flessibili e personalizzati, tarati sulle esigenze di middle manager e aziende. Come spiega Ilaria Di Croce, Direttore di Quadrifor.

A cura di

logo quadrifor
never stop learning

La formazione è diventata una scelta. Il Covid e la necessità delle imprese di adattarsi a un nuovo contesto, garantendo al contempo la continuità del lavoro, hanno portato negli ultimi mesi alla progettazione e allo sviluppo di nuovi strumenti, modalità diverse e contenuti formativi inediti. Lo sanno bene i middle manager, i primi sollecitati a cambiare nel loro ruolo di cerniera tra la direzione dell’impresa e i team di lavoro e ad accelerare il rinnovamento dell’intera organizzazione.

La vera novità sta, però, nell’approccio adottato nei confronti di questa nuova formazione. Per la prima volta sono le singole persone ad assumere la responsabilità della propria formazione professionale e personale. Da obbligo subito passivamente, l’apprendimento di nuove competenze da spendere sul lavoro è oggi un desiderio di molti, pronti a definire autonomamente il percorso e gli strumenti da utilizzare in base ai propri obiettivi. Si ricerca un’offerta “su misura”, personalizzata, che parte dalla persona più che dal contenuto e che sia flessibile per adattarsi ai mutati ritmi di vita e di lavoro.

Di fronte a queste richieste, anche il mondo della formazione è chiamato a rinnovarsi. E a operare una scelta di campo: è tempo di passare dall’insegnare all’accompagnare, dal “ti propongo” allo “scegli tu”. Dalla promozione di un pacchetto di corsi alla creazione di un percorso di crescita formativa. La crescente ricerca di flessibilità e di personalizzazione porta a individuare il concetto di “ibrido” come la parola chiave che caratterizzerà il futuro della formazione. La forma affiancherà sempre più spesso digitale e lezioni in aula, gli obiettivi uniranno contenuto e coinvolgimento, la conduzione coinvolgerà docenti e testimonial, la composizione dei materiali di apprendimento includerà contenuti forniti dal formatore e altri disponibili sulla rete.

Una narrazione nuova fondata sull’ascolto

In un contesto in cui la formazione parte dalla persona, emerge la necessità di costruire una narrazione nuova, che metta in primo piano non solo la capacità di offrire contenuti di qualità e ad ampio raggio, ma anche – e soprattutto – la disponibilità ad ascoltare le esigenze dei middle manager, a comprenderne motivazioni, interessi e aspirazioni, per progettare il percorso formativo più adatto ai loro obiettivi. Noi di Quadrifor ci siamo orientati verso questo obiettivo: accompagnare i quadri del terziario attraverso percorsi di crescita continuativi, accessibili e di qualità, basati sull’ascolto e sulla flessibilità.

Anche le imprese hanno maturato nuovi fabbisogni di apprendimento. Avere una cassetta degli attrezzi che aiuti a identificare la soluzione di un problema, gestire una circostanza, affrontare una sfida, prendere una decisione è fondamentale per gestire complessità crescenti all’interno delle organizzazioni. Non si tratta solo del ricorso massiccio al digitale e al lavoro da remoto, ma di una completa ridefinizione di processi e modalità di azione. La formazione può aiutare a gestire il cambiamento, a patto che sia flessibile, personalizzata e in linea con le esigenze di manager e imprese.

Dare alle persone la possibilità di esprimere appieno il proprio potenziale professionale è la vera sfida di chi si occupa di apprendimento, competenze e conoscenze. L’obiettivo è provocare una riflessione che sia utile a potenziare la capacità di analisi degli accadimenti, ad attivare il pensiero strategico e prospettico, a comprendere come stanno le persone dentro e fuori le loro organizzazioni. Invece di fornire nozioni in maniera univoca, oggi il formatore deve diventare una sorta di coach per i manager, consigliandoli e supportandoli nell’individuazione delle competenze su cui investire per il proprio futuro professionale e personale.

Aiutare i middle manager a trasmettere competenze

È finita l’era di corsi preconfezionati e limitati nel tempo: oggi i manager cercano percorsi continuativi, scelti direttamente, per portare valore e profitto alla propria azienda. Anche i fruitori della formazione sono cambiati: le persone sono esposte a tantissime sollecitazioni e vivono il momento della formazione come un’occasione per condividere esperienze e mettere in pratica quanto già imparato. Vogliono arrivare preparati all’incontro con l’aula, avere già i materiali pronti e conoscere in anticipo quali saranno gli argomenti e come verranno sviluppati per ottenere il massimo dal momento di apprendimento.

Ciò è ancora più vero per i middle manager. Nella nuova normalità servono sia skill personali, per accrescere l’occupabilità del lavoratore e la competitività dell’azienda, sia abilità organizzative e relazionali per gestire i team di lavoro al loro interno e nel rapporto con altri team. I quadri avvertono la necessità di formarsi come trainer dei propri collaboratori, in modo che da poter trasmettere le conoscenze acquisite alla propria squadra. Istituire momenti di confronto e creare community di valore sono gli strumenti più adatti per fare del momento formativo un’occasione di networking.

Il passaggio al digitale è diventato una scelta funzionale. Indagare come cambia il modo di apprendere nella distanza consente di sviluppare sinergie nuove, di adattare il linguaggio e di aggiornare lo stile di comunicazione. Come formatori, dobbiamo sviluppare un modello ibrido capace di combinare efficienza e qualità della formazione. Il punto di riferimento restano le persone: aiutarle a esprimere il proprio potenziale significa mettere a disposizione di chi si avvicina al mondo della formazione gli strumenti per poter investire su di sé e lavorare in autonomia sul proprio sviluppo.

error

Condividi Hr Link

OK