La leadership è la competenza chiave del manager del futuro

In un contesto economico in profonda trasformazione e sempre meno gerarchico, sviluppare la capacità di essere leader è una priorità sia per le imprese, sia per gli stessi dirigenti d’azienda. In una ricerca di Manager Italia le sfide per il futuro dei manager italiani alle prese con digitalizzazione e internazionalizzazione

leadership competenza chiave del manager del futuro

Come si pensano i manager? Come vedono la propria carriera in relazione al contesto economico e sociale? Stanno investendo sulle proprie competenze e in che direzione? Come pensano di affrontare momenti di transizione di carriera? Sono queste le domande al centro di una ricerca di Manager Italia tra i propri associati nell’ambito dell’ultimo Osservatorio Manageriale 2018. Tra i principali ambiti di sfida, è emersa la necessità di costruire la propria capacità di leadership in un contesto lavorativo che impone di andare oltre il modello “burocratico” per diventare leader “sostanziali”, capaci di ingaggiare le persone rispetto a uno scopo condiviso, di creare senso, di generare fiducia.

 

I numeri

I manager in Italia sono il 5,3% degli occupati (113.000 dirigenti e 441.000 quadri) e lavorano soprattutto nel settore dei servizi e nel nord del paese (67%), anche se è nei servizi finanziari che sono impiegati il numero maggiore di manager rispetto al totale degli occupati (29,2%). Per la stragrande maggioranza hanno più di 45 anni (71%) e sono maschi (73%). Tuttavia la situazione delle differenze di genere nella carriera manageriale è in lento ma costante miglioramento: a fronte di un mercato che ha perso dal 2008 al 2016 circa il 5% dei posti di lavoro manageriali, tale riduzione ha colpito in realtà il segmento maschile (-9,7%), mentre le donne sono aumentate in modo significativo (+29,4%).

 

Le sfide

Le sfide attuali per i manager italiani, secondo i dati emersi nella ricerca, sono tre: la dimensione sempre più internazionale della carriera manageriale, la digitalizzazione, le trasformazioni in atto nelle strutture organizzative (per necessità sempre meno gerarchiche) e di conseguenza nel ruolo manageriale, dove sempre di più contano gli aspetti di leadership rispetto a quelli legati alle competenze tecnico-professionali specifiche.
Nelle aziende sembrerebbe che la percezione di questi aspetti sia piuttosto chiara. Sono, infatti, proprio la leadership e il change management a essere identificati come priorità formative del prossimo futuro, lasciando invece più indietro le competenze manageriali di base.

 

La leadership

È il vero tema per i manager del futuro: essere leader in un contesto diverso, sempre più agile e smart. E la consapevolezza c’è: la leadership è la priorità formativa delle aziende italiane per i propri manager (fonte: Osservatorio Managerial Learning 2017 di Asfor-Cfmt), Gli associati a Manager Italia, del resto, individuano per sé stessi i medesimi obiettivi. Alla domanda “Quali sono le 5 aree di competenza fondamentali per il tuo ruolo manageriale che ritieni di dover sviluppare?”, gli intervistati hanno messo al primo posto la visione strategica (43%), poi la capacità di ragionare fuori dagli schemi (41%), quindi le competenze digitali (37%), la capacità di gestire i conflitti (36%) e la capacità di leadership (34%).

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