Libri HR per l’estate 2026: novità da leggere in vacanza

Dalla leadership alla sostenibilità cognitiva, dall’intelligenza artificiale alla parità di genere: i libri usciti negli ultimi mesi da mettere in valigia quest’estate

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L’estate resta il momento migliore per staccare dalla scrivania senza dimenticare del tutto i temi che contano. Per chi si occupa di persone e organizzazioni, è anche l’occasione per fermarsi su letture che normalmente restano in coda: manuali tecnici, ma anche libri che intrecciano management, comunicazione, intelligenza emotiva e benessere al lavoro.

Abbiamo raccolto alcune delle uscite più interessanti: c’è chi affronta la leadership togliendole il paracadute del ruolo formale, chi guarda al lavoro tra vent’anni, chi prova a mettere ordine in un tabù antico come il denaro. Ecco la nostra selezione utile a ricaricare le energie e tornare a settembre con qualche idea in più.

Leadership e management

Che cosa significa guidare un team quando non si ha un titolo a darti autorità? Se lo chiede Enrico Zanieri in Leader per scelta (Franco Angeli), nato dalla caduta di una carriera che sembrava in ascesa e dalla rinascita di chi ha smesso di inseguire riconoscimenti per imparare, semplicemente, a fallire meglio: la leadership, scrive, non si eredita con un titolo né si ottiene per anzianità, si costruisce scelta dopo scelta. 

È un tema che si intreccia bene con Dire, fare… delegare di Camilla Rovelli, sempre per Franco Angeli: se per Zanieri comandare non basta più, per Rovelli, coach con anni di esperienza su leadership e team, il problema opposto è altrettanto diffuso: quello di chi non riesce proprio a lasciare andare. La delega diventa allora un patto di fiducia reciproca prima ancora che una tecnica organizzativa.

Sulle stesse dinamiche di squadra si muove 90 giorni per potenziare il tuo team, il testo di Amy C. Edmondson per Franco Angeli: la studiosa che ha reso popolare il concetto di sicurezza psicologica offre qui un percorso scandito nel tempo, quasi un manuale d’uso per i primi tre mesi di lavoro su un gruppo. 

Più largo, invece, lo sguardo di Gianluca Spolverato in Bulldozer. Il lavoro cambia, cambiamo il lavoro (Egea): un libro che non si concentra sulla leadership individuale ma sul sistema che la circonda, fatto riunioni inutili, burocrazia difensiva e gerarchie radicate, con quattro fratture su cui l’autore chiede di intervenire davvero: tempo, parole, relazioni, valore.

Comunicazione

Chi scrive documenti, policy o comunicazioni interne troverà in Plain language di Lorenzo Carpanè (Egea): una guida al linguaggio chiaro, che non significa semplificare a ogni costo ma scrivere con consapevolezza di chi legge, dalle basi scientifiche fino alle tecniche operative per contratti, email e gestione delle crisi. Un’urgenza molto presente, oggi, tanto quanto lo è pensare a come comunicheranno le imprese fra dieci anni: se ne occupa I comunicatori del futuro, curato da Alberto Mattiacci e Carlotta Ventura per Egea. Un testo nato da un progetto di ricerca tra A2A e Sapienza Università di Roma che propone una Tavola delle Competenze costruita come quella degli elementi chimici, con 31 skill distribuite tra i domini Business, Human e Tech.

Chi preferisce un taglio più leggero, ma non per questo meno pungente, può guardare invece a come la funzione HR viene raccontata fuori dai suoi stessi documenti. Dal set all’azienda, di Luca Carollo, Marco Guerci, Edoardo Della Torre e Viviana Meschitti (Egea), passa in rassegna come il cinema abbia rappresentato selezioni, licenziamenti e giochi di potere in ufficio, ed è un esercizio utile proprio per chi si occupa di comunicazione interna: capire quali stereotipi il pubblico porta già con sé aiuta, di fatto, a scegliere le parole giuste.

Intelligenza artificiale, competenze e futuro del lavoro

C’è un nuovo collega in ufficio, ed è un agente AI. Da qui parte Intelligenza, di Luca Tremolada e Silvia Zanella per Franco Angeli: il primo porta l’analisi tecnologica, la seconda la lente su persone e managerialità, per interrogarsi su quali competenze servano davvero quando le macchine moltiplicano la capacità di fare e tocca a noi moltiplicare la capacità di essere. 

La domanda che resta aperta, però, è dove si formino queste competenze: Reinventare le Academy aziendali, di Ruggero Cesaria, Dario Forti e Raoul Nacamulli (Franco Angeli), prova a rispondere ripercorrendo, come recita il sottotitolo, il cammino “dal Tempio Greco al Learning Hub”, con casi concreti da Stellantis a illycaffè, da Bottega Veneta a STMicroelectronics, su come ripensare skilling e reskilling nell’era delle piattaforme e dell’AI generativa.

C’è poi un’altra trasformazione che le organizzazioni faticano ancora a mettere a fuoco: quella demografica. Economia della longevità, curato da Paolo Iacci ed Enrico Sassoon per Franco Angeli con contributi di firme note del mondo HR come Marco Bentivogli e Luca Solari, parte da un dato che cambia le priorità di qualsiasi piano di formazione: tra dieci anni oltre metà della forza lavoro avrà più di cinquant’anni. Ne avevamo già parlato in un’intervista a Iacci, e resta una lettura perfetta per chi si sta interrogando sulle competenze del futuro.

Benessere e crescita personale

Quanto lavoriamo bene dipende sempre meno da quante ore mettiamo sul tavolo, e sempre più da quanta attenzione riusciamo a proteggere: lo sostengono Alessandro Antonini e Ilaria Buonomo in Sostenibilità cognitiva (Egea), che introduce un framework fondato su tre variabili, background, bisogni, padronanza, per trasformare ogni manager in un architetto di contesti di lavoro davvero sostenibili. È un discorso che si lega bene a quello di Tomas Chamorro-Premuzic in Non essere te stesso (Egea): lo psicologo smonta con dati alla mano il mito dell’autenticità a tutti i costi, mostrando quando restare fedeli a se stessi possa diventare un ostacolo più che una risorsa. Se il primo libro chiede alle organizzazioni di adattarsi alle persone, il secondo chiede alle persone di lavorare un po’ anche su se stesse.

Sul filo della crescita personale si muove anche Riccarda Zezza, che torna in libreria con Il potere della transilienza (Franco Angeli). Il testo approfondisce un concetto ormai entrato nel vocabolario Treccani: l’idea che le competenze sviluppate nei diversi ruoli della vita, genitorialità, cura, crisi personali, non si esauriscano restando confinate a un solo ambito, ma passino da un ruolo all’altro rafforzandosi a vicenda. Un’idea che trova un’eco naturale in La seconda onda di Arthur C. Brooks (Aboca), dedicato a chi si affaccia alla seconda metà della vita professionale: se la prima metà premia determinazione e sacrificio, la seconda richiede regole diverse. Un passaggio da un’intelligenza fluida a una cristallizzata: la stessa idea di risorse che si trasformano invece di esaurirsi.

Inclusione, parità, donne

L’inclusione si perde spesso tra buone intenzioni e formule di rito: Allenare all’inclusione di Linda Serra (Egea) prova a romperlo, questo schema, portando mindset e linguaggio dentro le pratiche quotidiane, come riunioni, selezione, comunicazione interna, con un approccio molto concreto. Sul fronte della parità di genere, il registro cambia e si fa più politico con Rompi il soffitto di cristallo!, che raccoglie le conversazioni tra Julia Gillard, ex primo ministro australiano, e Ngozi Okonjo-Iweala, direttrice dell’Organizzazione mondiale del commercio (Aboca), con la partecipazione di voci come Hillary Clinton e Christine Lagarde: un’analisi di quanto il genere pesi ancora sull’accesso al potere, vista dal vertice.

Più vicino alla quotidianità lavorativa è invece La pista cifrata delle donne di Roberta Bortolucci (Franco Angeli), nato da un TEDx e costruito attorno a un percorso di consapevolezza: l’autocritica, la sindrome dell’impostore, la fatica a dire di no, i pensieri che frenano prima ancora delle circostanze esterne. Letto insieme al libro di Gillard e Okonjo-Iweala, restituisce bene la doppia scala del problema, dai vertici internazionali fino al dialogo che ognuna ha, ogni giorno, con se stessa.

Economia, impresa e società

Da qualche anno Aboca porta avanti, attraverso la sua stessa casa editrice, una visione dell’impresa ispirata ai sistemi naturali, e L’impresa come sistema vivente di Massimo Mercati ne è la sintesi più chiara: un saggio agile che rilegge la governance aziendale come un sistema interdipendente dal proprio contesto, proponendo un modello di valore che non si esaurisce nel profitto.

Sulla stessa lunghezza d’onda si muove Economia vegetale di Luigino Bruni, sempre per Aboca: l’economista si chiede cosa sarebbe potuto diventare il capitalismo se avesse imparato dalle piante invece che dagli animali, e trova nelle cooperative un modello già oggi vicino a quel paradigma. 

Più orientato alla pratica quotidiana è Super Habits di Andrew Abela per Rubbettino: le “superabitudini” come sistema per guidare decisioni, regolare emozioni e migliorare relazioni, recuperando un’antica saggezza pratica quasi smarrita. 

Chiude la selezione Soldi di Annalisa Monfreda (Franco Angeli), che affronta il grande tabù del salario: perché un aumento ci rende felici solo per poche settimane, chi decide quanto vale un’ora della nostra vita, e perché certi lavori, quelli di cura, su tutti, continuano a valere meno di altri. Un tema che chiude il cerchio con cui abbiamo aperto questa selezione: sul valore del lavoro, e su chi lo definisce, c’è ancora molto da ripensare.

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