La migrazione inversa dei manager HR: al Sud a caccia di talenti

Sono diverse le storie di imprese del Nord che non trovano personale nei loro territori e che stringono relazioni dirette con scuole e università del Mezzogiorno, per creare una relazione diretta con i talenti, ma l’offerta deve essere qualificata: non basta solo il posto fisso. Svimez: ripresa con forza la migrazione interna di giovani qualificati

a caccia di talenti al sud italia

La migrazione interna per lavoro, da Sud verso Nord, è un fatto storico, conosciuto e analizzato. Una tendenza che è ripresa con vigore: a spostarsi al Nord sono per lo più giovani – il 40% ha meno di 45 anni – e laureati (oltre il 30%). Un fenomeno che nell’ultimo anno è aumentato del 5,5%, secondo l’ultimo rapporto Svimez. Si tratta di un trend ineluttabile, vista la situazione economica di alcune aree del Mezzogiorno. Nel rapporto si legge: “Al Sud nel 2017 gli occupati sono aumentati di 71 mila unità, +1,2%, mentre al Centro-Nord la crescita è stata di 194 mila unità. Con questo risultato il Centro-Nord ha recuperato completamente i livelli occupazionali pre-crisi, mentre il Sud resta di circa 310 mila occupati sotto il livello del 2008. Il divario con l’Europa riflette il dualismo territoriale del nostro mercato del lavoro, con le regioni del Centro-Nord vicine alla media europea e il Mezzogiorno lontano di circa 24 punti”.

La migrazione inversa degli HR

Uno degli effetti di questa situazione, abbinato all’ormai storico mismatch tra le competenze richieste del mercato del lavoro e quelle che escono dal sistema formativo, è la migrazione inversa di chi si occupa di gestione del personale. Gli HR di aziende del Nord vanno a caccia di talenti al Sud (non trovandone in sede). Ad aver bisogno di personale specializzato sono prevalentemente le industrie 4.0 della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, del Veneto e del Piemonte. I profili più ricercati sono laureati e diplomati nelle materie Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Le imprese

Il Sole 24 Ore ha raccolto diverse storie di imprese del Nord che, esaurito il bacino di tecnici di provenienza Its e ingegneri del territorio, hanno avviato percorsi di recruiting al Sud. Sia spostandosi per sessioni di colloqui di lavoro con i candidati, sia organizzando veri e propri eventi per attrarre talenti. Uno dei casi emblematici è quello della biellese Incas, società con un elevato tasso di crescita, di recente entrata nel perimetro di un grande gruppo tedesco. Per far fronte alle proprie necessità di personale qualificato, l’Incas ha stretto relazioni con le Facoltà di Ingegneria di Palermo e Cosenza e organizzato Career Day anche a Bari. L’Ad di Incas, Ermanno Rondi, ha spiegato al Sole che il rapporto diretto con le università del Sud ha portato a diverse assunzioni. Ma per attrarre talenti non basta solo il posto fisso. “L’azienda è attrattiva – ha detto l’Ad – abbiamo commesse in Italia e all’estero, una Academy interna e welfare aziendale. Dobbiamo puntare su questi aspetti per convincere un giovane a venire a lavorare da noi, perché in termini generali Biella e meno glamour di Milano o Torino”.  

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