Occupazione in crescita, per l’Istat è record dal 1977

Occupazione in crescita, per l’Istat è record dal 1977

Occupazione

Ottantaduemila occupati in più a ottobre 2022 rispetto allo stesso mese del 2021. Un balzo in avanti che porta il numero totale a 23.231.000, come rileva l’Istat. Tasso di occupazione al 60,5%, un valore record dal 1977, anno di inizio delle serie storiche, che riguarda tutti i generi e le classi di età. Parallelamente il tasso di disoccupazione totale scende al 7,8% (-0,1 punti), quello giovanile cala al 23,9% (-0,2 punti) e il tasso di inattività diminuisce al 34,3% (-0,2 punti).

A trainare il balzo, l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato, 117 mila in più su settembre e 502 mila in più su ottobre 2021. I dipendenti permanenti nel mese erano 15.264.000, quelli a termine 2.980.000, calati di 18 mila unità su settembre e di 35 mila su ottobre 2021. Gli indipendenti a ottobre erano 4.987.000 e risultavano calati di 17 mila unità su settembre e in aumento di 29 mila unità su ottobre 2021. Si è comunque superato il dato pre pandemia con gli oltre 23 milioni di occupati.

Cala anche il numero di persone in cerca di lavoro (-0,4%, pari a -8 mila unità rispetto a settembre) tra i maschi di tutte le classi d’età, a eccezione dei 25-34enni. La diminuzione del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,5%, pari a -62 mila unità) coinvolge anche le donne, i 25-34enni e chi ha più di 50 anni. Rispetto a ottobre 2021, complessivamente, il numero di persone in cerca di lavoro diminuisce (-14,0%, pari a -321 mila unità), così come il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, pari a -336 mila).

«Secondo i nostri studi, le misure a sostegno della decontribuzione fiscale per le assunzioni degli under 36, previste nella precedente legge di bilancio e confermate in questa, stanno avendo i loro effetti», ha dichiarato Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani a Il Sole 24 Ore, commentando i dati Istat. «Dalle osservazioni dei primi sei mesi del 2022 – prosegue Pisani – abbiamo rilevato infatti un raddoppio del numero delle assunzioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oggi l’Istat conferma questa tendenza, annunciando un calo del tasso di disoccupazione giovanile (-0,2 punti). Ancora poco, ma un punto da cui ripartire».

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