Ricoh: valorizzare le risorse umane nell’era della maturità digitale

Ricoh Europe ha commissionato una ricerca molto interessante, dalla quale è emerso che le aziende devono essere in grado di valorizzare le loro risorse umane attraverso l’introduzione di cambiamenti di natura culturale e tecnologica.

La ricerca ha sottolineato un punto molto spinoso dell’intero settore delle HR, ovvero la valorizzazione dei dipendenti aziendali. In altri termini, la ricerca è partita dall’assioma che le persone sono la risorsa più importante per un’azienda, ma spesso le aziende stesse non riescono a valorizzarne il potenziale. Il tutto è stato inserito in un contesto di natura digitale, ovvero i manager devono essere in grado di relazionarsi con dipendenti tecnologicamente formati, che si aspettano di ricevere dall’azienda strumenti e tecnologie avanzate, che sappiano ottimizzare il loro lavoro.

E’ indubbio che i dipendenti e i cosiddetti Iworker favoriscono la crescita aziendale e l’evoluzione del business, in quanto sono loro che producono beni e servizi. Molte aziende nuove, nate soprattutto dal 2000 in poi, sono inoltre già partite con un’idea digitale del lavoro. Come possono, quindi, le altre aziende arrivare ad una maturità digitale e valorizzare i nuovi talenti?

La risposta arriva dalla ricerca di Ricoh Europa, che ha puntualizzato quanto sia importante garantire flessibilità ai lavoratori. La flessibilità, abbinata alla necessità di gestire dipendenti sempre nuovi  e in movimento rappresenta, secondo i ricercatori, la sfida del futuro e porta a differenziare le attività lavorative per non risultare obsoleti. Ecco che la flessibilità e la dotazione tecnologica di un’azienda può rispondere sia alle esigenze dei lavoratori più anziani, che si vedono costretti  a lavorare per periodi sempre più lunghi a causa delle pensioni avanzate, sia dei lavoratori più giovani che hanno bisogno di risposte efficaci per costruire il loro futuro.

L’ambiente di lavoro deve essere flessibile e collaborativo e le figure dirigenziali devono essere in grado di gestire ad hoc una serie di dipendenti eterogenei per età e formazione digitale. Ecco che i manager devono saper mediare, ma anche scegliere quali sono le tecnologie più adatte per rendere facile e proficuo il lavoro dei dipendenti. I dipendenti, in altri termini, devono essere motivati per rimanere in azienda, per cui l’offerta professionale deve accontentare la generazione dei millennial, ovvero di quei lavoratori giovani che spesso mescolano vita privata e professionale e di tutti i lavoratori che invece sono abituati a ritmi di lavoro più lenti e a mansioni più specifiche. In che modo? Organizzando un contesto flessibile, che accontenta tutte le fasce lavorative e che permette all’azienda di crescere tecnologicamente e sotto il profilo della gestione delle risorse umane.

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