Risorse umane, 5 sfide per il futuro

Karen Greenbaum, presidente dell’Association of executive search and leadership consultants (AESC), traccia la lista delle sfide che attendono i leader di azienda e dell’HR nei prossimi cinque anni

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Guidare un’azienda e gestirne le risorse umane, oggi, è più complesso che mai.

L’ambiente aziendale, globale e interconnesso, richiede leader preparati culturalmente e con spiccate competenze digitali. Ecco perché i migliori leader odierni combinano un’intelligenza emotiva con un pensiero innovativo, sono adattabili e in grado di muoversi rapidamente, in sincronia con i rapidi e costanti cambiamenti apportati dalla tecnologia.

Se questo è il contesto attuale, quali sono le sfide che attendono i leader di azienda e i responsabili HR nel prossimo futuro?

A tracciare la lista dei “five top talent challenges” fondamentali oggi per garantire la continuità del business anche nel futuro è Karen Greenbaum, presidente e CEO dell’Association of Executive Search and leadership Consultants (AESC). Così scrive la Greenbaum in un articolo apparso sulla rivista Forbes: “Conosciamo tutti le storie di quelle imprese la cui stella è ascesa rapidamente e trionfalmente, tranne poi cadere altrettanto velocemente perché non sono stati in grado di anticipare le tendenze del mercato e non hanno sfruttato abbastanza velocemente la tecnologia. Per evitare un simile destino, è fondamentale che i leader comprendano come affrontare le sfide di oggi, in modo da anticipare e sviluppare un piano strategico per le sfide di domani”.

La ricerca “Executive Talent” realizzata da AESC tra i membri dell’associazione ha permesso di stilare la classifica delle 5 sfide che attendono globalmente i CEO e il resto del top management.

Ecco quali sono:

1) La mancanza di diversità

Oggi le aziende hanno finalmente compreso il valore di una leadership diversificata, fondamentale nel guidare l’innovazione e i risultati di business. Ma mentre molte industrie e organizzazioni hanno fatto rapidi progressi nel diversificare la propria forza lavoro, al livello del management il cambiamento è stato molto più lento. Per ottenere risultati ottimali, i team e i consiglieri di alto livello devono riflettere la società e i clienti delle loro aziende e questo vale anche per la diversità in termini di genere, etnia, nazionalità e opinioni.

 

2) La mancanza di piani di successione

I cosiddetti baby boomers stanno ritirandosi a ritmi sostenuti e alle aziende spetta il compito difficile di individuare tra i millennials i talenti dotati delle competenze di leadership necessarie per ricoprire ruoli senior. Ma in molti settori la leadership esecutiva di prossima generazione non viene sviluppata abbastanza rapidamente per combattere il massiccio cambiamento demografico in atto. Le organizzazioni devono sviluppare piani di successione a distanza di 15 anni, il che richiede una mappatura dei talenti a largo respiro in grado di comprendere non solo le competenze di cui si ha bisogno oggi, ma anche quelle che saranno necessarie domani.

 

3) La competizione per il talento

La sfida per assicurarsi i migliori talenti è destinata ad aumentare sempre più nel prossimo futuro. Dunque solo le aziende capaci di costruirsi una forte reputazione come employer, di sfruttare la tecnologia e di promuovere una cultura dell’innovazione saranno in grado di attirare i migliori talenti nei loro settori.

 

4) La discrepanza tra talenti già a disposizione e strategie di sviluppo

La tecnologia digitale, l’intelligenza artificiale e la robotica stanno cambiando rapidamente le strategie di business. Di conseguenza accade spesso che le competenze dei senior executive di oggi non siano in linea con i piani strategici per la crescita che le società si sono date. I leader di domani dovranno operare e affermarsi in un contesto globale caratterizzato da maggiore incertezza e velocità fulminee e quindi le competenze di leadership necessarie nel prossimo decennio saranno l’agilità, l’intelligenza emotiva, il pensiero laterale, e l’acume culturale.

 

5) La necessità di expertise digitali

Poche organizzazioni hanno pienamente realizzato la trasformazione digitale, questo perché non hanno il talento per sfruttare a pieno le nuove tecnologie e guidare i cambiamenti. Ma se vogliono garantire la continuità del business, tutte le aziende e persino intere industrie devono trasformarsi digitalmente nel prossimo decennio: la priorità dovrà essere, dunque, l’accesso dei nativi digitali nel management.

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