Diversity Brand Index: quando l’inclusione fa bene a reputazione e fatturato

Secondo la ricerca promossa dall’associazione no profit Diversity le politiche di diversity&inclusion fanno aumentare i ricavi. La Coca-Cola premiata come brand più inclusivo

inclusione aumenta il fatturato

L’inclusione fa crescere le aziende, non solo dal punto di vista della reputazione ma anche dal punto di vista del fatturato. Tutte le imprese che vengono percepite dai consumatori come maggiormente inclusive registrano, infatti, ricavi fino al 16,7% in più. È quanto emerso nel corso del Diversity Brand Summit, il primo evento europeo che ha messo in relazione diversity e business dando spazio e voce alle buone pratiche nazionali e internazionali in ambito di diversity&inclusion (D&I) con l’obiettivo di promuovere la responsabilità sociale delle aziende nello sviluppo di una cultura inclusiva.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare i dati della ricerca Diversity Brand Index, ideata dall’associazione no profit Diversity, in collaborazione con la società di consulenza strategica Focus Management e realizzata dall’Università Bocconi di Milano. Il Diversity Brand Index è un “indicatore” della capacità dei brand di essere percepiti come inclusivi e di lavorare fattivamente per sviluppare una cultura orientata alla D&I.

Ne è emerso che l’80% della popolazione italiana preferisce i marchi inclusivi attenti alla diversità in senso ampio, in termini di orientamento sessuale, religione, etnia, età, genere, disabilità e status socio-economico. Non solo, la propensione a consigliare un brand aumenta quando se ne percepisce l’impegno sulla strada dell’inclusione: in questi casi il passaparola arriva sino al 70,8% contrapponendosi al -43% dei marchi non inclusivi.

È quindi dimostrato che i brand con buone pratiche di D&I sono più apprezzati dai consumatori, attirano più talenti e registrano migliori performance economiche.

Il Diversity Brand Award 2018 come azienda più inclusiva se lo è aggiudicato Coca-Cola, grazie all’impegno costante nell’attuazione di politiche di Diversity & Inclusion e, allo stesso tempo, alla capacità di comunicarle al mercato finale. Sono numerosi i progetti sul territorio italiano ai quali Coca-Cola non fa mancare il proprio sostegno: da quelli di agricoltura sociale come Social Farming che promuove la coesione sociale, la sostenibilità ambientale e l’innovazione all’interno della filiera agrumicola siciliana, a Special Olympics, l’associazione a favore dell’inclusione delle persone con disabilità intellettive attraverso lo sport, passando per PIER (Protection, Integration and Education for Refugees), un progetto volto a rafforzare le attività di accoglienza e integrazione dei rifugiati e realizzato in Italia sotto la supervisione di Caritas Italiana. Nell’ottica di creare un ambiente lavorativo inclusivo, l’azienda ha inoltre recentemente sottoscritto il manifesto promosso da Valore D, associazione che promuove la diversità, il talento e la leadership femminile nelle imprese.

Nella top five dei brand  più concretamente impegnati nella D&I ci sono, oltre a Coca-Cola: American Express, Google, Tim e Vodafone.

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