Il welfare è donna

Le donne tendono a scegliere il welfare più spesso degli uomini. È quanto emerge da molte indagini, tra cui la ricerca dell’Osservatorio Rwa Consulting. Ecco l’esperienza di Benetton

donne e welfare

Secondo i dati Istat, la cura di familiari minori, malati, disabili o anziani grava soprattutto sulle donne, penalizzando fortemente la loro partecipazione al mercato del lavoro e anche la possibilità di carriera. Ecco perché i servizi di welfare aziendale impattano più direttamente sul pubblico femminile, specie quelli destinati a favorire la conciliazione casa-lavoro (voucher per la fruizione di asili nido, baby sitting, assistenza domiciliare) e la flessibilità (smart working, part-time, flex-time, congedi).

È quanto emerge da diverse indagini, tra cui Manageritalia Edenred 2017, che ha sondato sul tema le donne manager. Il 94% di loro considera il welfare aziendale di grande utilità, per il 67%, tuttavia, tali servizi sono insufficienti e andrebbero potenziati.

Tra quelli ritenuti più utili dalle manager:
82 % smart working e la possibilità di lavorare da casa
78% flessibilità di orario di uscita e di entrata al lavoro
44% sostegno allo studio del figli
34% rimborso e i voucher per baby sitter
33% asilo aziendale

A confermare la propensione delle donne per il welfare aziendale è anche l’analisi dell’Osservatorio Rwa Consulting, società di consulenza del gruppo Easy Welfare, uno dei più importanti operatori italiani nel mercato dei provider del welfare aziendale, con un portafoglio di 500 aziende clienti. L’analisi, condotta su un panel di 382 imprese che hanno attivato piani di flexibile benefit, è stata presentata in occasione dell’ultima edizione del Welfare Forum. In particolare, rispetto ai tassi di conversione dei Premi di risultato (Pdr) in servizi di welfare, l’analisi rileva che le donne tendono a scegliere il welfare più spesso degli uomini (23% contro 17,3%). Anche guardando agli importi convertiti, le donne – pur risultando beneficiarie in media di un Pdr convertibile più basso degli  uomini – ne convertono in welfare una percentuale maggiore: in media, le lavoratrici scelgono una quota welfare pari all’83% del potenziale, contro il 79% indicato dai beneficiari uomini.

Guarda principalmente alle lavoratrici donne e alla conciliazione vita-lavoro anche il piano di welfare messo a punto da Benetton per i dipendenti della sede centrale dell’azienda a Treviso. Ne parla a HR Link Paolo Vasques – Global HRD for Industrial & Retail Benetton Group: “Dal 2015 abbiamo attivato “Benetton per te”, il portale che raccoglie l’intero nostro programma di iniziative di welfare aziendale. Oltre ai servizi rivolti ai temi della salute, come un piano di sanità integrativa a costo zero per i dipendenti, sono molti anche i servizi legati al work-life balance, alla cura dei familiari e al sostegno alla genitorialità. Rientrano in questo ambito la flessibilità di orario di entrata e di uscita dal lavoro, il corso dedicato alla formazione dei più piccoli – “Educare i bambini alla felicità”, grazie al quale l’azienda ha vinto il Positive Business Award – e l’iniziativa “Welcome Back Mom”. Si tratta – spiega Vasques – di un programma di rientro soft dalla maternità, con un percorso di coaching e di supporto per le donne che ritornano al lavoro dopo la nascita di un figlio”.

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