Jobs Act: Perché l’articolo 18 è obsoleto

L’articolo 18 oggi è un fringe benefit, ovvero qualcosa negoziare al momento della stipula del contratto di lavoro o al tavolo delle relazioni sindacali. Si tratta di un paradosso unico nel mercato del lavoro. Dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti, alcune aziende – vedi Novartis, seguita dall’ex Lucchini e adesso da Trelleborg – hanno deciso di non applicare il nuovo contratto del Jobs Act dopo la riorganizzazione aziendale; ovvero, i lavoratori avranno tutti le garanzie previste dal vecchio articolo 18.

Non è però chiaro come i giudici interpreteranno delle clausole di una normativa ormai abrogata, per tre diverse categorie di lavoratori: i vecchi assunti, i nuovi assunti, e i nuovi assunti con “clausola” speciale comprendente l’articolo 18. I sindacati intanto esultano, affermando che “quello di Trelleborg è un accordo che farà storia”. Come confermano i firmatari dell’accordo, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, UGL Chimici, l’accordo è arrivato dopo lunghe trattative; l’articolo 18 sarà solo un benefit in più per i lavoratori che si sono impegnati ad aumentare la produttività.

Secondo alcuni si tratta però di una vittoria illusoria, perché il “vecchio” articolo 18 non garantisce quella stabilità di cui avrebbero bisogno i lavoratori. Una stabilità però che nessuno può promettere, ovvero il posto di lavoro garantito dalla legge: si tratta di una convinzione di un passato che non esiste più. Le aziende dovrebbero invece orientarsi verso il futuro. I lavoratori dovrebbero pretendere percorsi di sviluppo, formazione e addestramento ben definiti; i sindacati dovrebbero sostenere i processi di rilancio aziendale, gli investimenti in RD, le innovazioni che aumentano i posti di lavoro.

Insomma, parlare di articolo 18 è oggi forse un guardare al passato, poco produttivo e controproducente. Bisogna puntare maggiormente sull’innovazione, sulla maggiore attenzione alle Risorse Umane, alla competitività sul mercato globale. Solo così l’Italia riuscirà a riprendere la via della crescita economica.

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