Il lavoro da immaginare: ecco i mestieri che faranno i nostri figli

Digitale, blockchain e big data sono le competenze principali per trovare un’occupazione nei prossimi anni. Molti lavori che faranno i nostri figli oggi non esistono. Ecco i sei mestieri che emergeranno nei prossimi anni secondo il World Economic Forum. Ricerca di LinkedIn sul sentiment dei recruiter: i lavoratori italiani hanno poche competenze digitali

il lavoro del futuro

l lavoro del futuro non lo puoi neanche immaginare. Secondo il rapporto The future of Job del  World Economic Forum fra dieci anni il 65% dei bambini in età scolare avrà impieghi che oggi non esistono. Parole chiave del nuovo lavoro saranno sicurezza digitale, blockchain e big data. Attenzione, non è un futuro di là a venire. Stiamo parlando di qualcosa di concreto, che sta dietro l’angolo, che sta bussando già alla porta delle imprese: il 50% delle Pmi italiane prevede di assumere almeno uno specialista di big data nei prossimi 3 anni, per un totale di circa 700 mila assunzioni come analisti ed elaboratori di dati entro il 2020. Il problema sarà trovare persone con le competenze necessarie.

 

I 6 mestieri del futuro

Secondo il rapporto saranno sei, in particolare, i mestieri che si imporranno tra le circa 30 nuove professioni che nasceranno, in ambito hi tech, entro il 2030.

  1. Manager della sicurezza digitale
  2. Minatore di blockchain
  3. Psicologo per i cobot (collaborative robot)
  4. Contadino hi-tech
  5. Ingegnere e medico delle stampanti 3D
  6. Demiurgo dei big data

 

Competenze

Uno dei problemi che avranno le imprese è quello della gestione del talent shortage, il divario tra le competenze richieste e quelle disponibili. Una questione che in Italia è più forte rispetto ad altri Paesi e che è stata confermata anche da una recente survey di LinkedIn (Recruiter Sentiment Italia 2019) sui recruiter.

 

Digital skill

Dall’indagine emerge che le  digital skill sono sempre più fondamentali nel mercato del lavoro, e in questo campo gli aspiranti lavoratori italiani risultano ancora impreparati.

Le regioni italiane dove c’è maggiore richiesta di candidati con  competenze digitali sono la Lombardia (51%), il Lazio (30%) e l’Emilia-Romagna (25%). L’impreparazione di chi cerca lavoro cozza con la convinzione netta dei responsabili HR italiani. Secondo i recruiter tra le competenze professionali fondamentali oggi per entrare e crescere nel mercato del lavoro vi sono le competenze in ambito tecnologico e di coding (15%), la capacità di gestire in maniera adeguata le funzioni del pacchetto Microsoft Office (14%), le competenze nell’ambito dei social media (12%), il web design (11%) e l’analisi dei dati (data analytics) al 10%. E i settori industriali nei quali queste competenze risultano ancora più importanti sono il finance (93%), l’amministrazione (90%), il settore travel (85%) e la sanità (83%).

 

Cosa manca

Pensando alla forza lavoro disponibile in Italia, i recruiter italiani affermano che le competenze che mancano maggiormente ai professionisti italiani sono proprio le competenze in ambito tecnologico e di coding (36%), le capacità di problem solving (31%), la creatività (30%), l’abilità di gestire i tempi di lavoro in maniera corretta (28%), le competenze nell’ambito del web design (28%), la capacità di collaborazione (27%) e il senso di leadership (26%).

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