Sempre più donne nel senior management delle imprese

Studio di Grant Thornton International: l’87% delle imprese ha almeno una donna nel senior management, il ruolo principale che ricoprono è quello di direttore HR. Ma il soffitto di cristallo è ancora intatto: soltanto il 15% delle imprese ha una donna nel ruolo apicale. Avvocati: la metà sono donne, ma guadagnano molto meno dei loro colleghi maschi

donne nel senior management delle imprese

Il grande tema è quello della gender equality sul posto di lavoro. Le donne sono ancora penalizzate anche se negli ultimi anni, anche in forza di obblighi di legge, sono stati fatti passi avanti. Passettini, perché l’obiettivo di avere una piena parità in quanto a presenza e stipendio, è ancora lontano. Che ci sia una tendenza al miglioramento è confermato anche della ricerca Women in Business di Grant Thornton International, che raccoglie le risposte di oltre 8.000 leader aziendali in 35 nazioni, inclusi i Paesi del G20.

 

I dati

A livello mondiale la percentuale di imprese che  contano almeno una donna nel senior management è salita all’87% (Italia 81%), con un  aumento pari al 12 punti percentuali rispetto al 2018 (75%) e di 21 punti percentuali rispetto al 2017 (66%). Nel complesso le donne detengono ad oggi il 29% (Italia 24%) delle posizioni aziendali di  comando. La parità di genere è ancora lontana relativamente ai ruoli di vertice. Quando si tratta del livello di amministratore delegato o direttore generale, soltanto il 15% delle imprese ha una donna al comando.

 

I ruoli

Questi i ruoli aziendali di vertice ricoperti da donne, secondo i dati della ricerca: Human Resources Director 43%, Chief Financial Officer (CFO) 34%, Chief Marketing Officer (CMO) 20%, Chief Operating Officer (COO) 18%, Sales Director 17%, Chief Information Officer (CIO) 16%, Chief Executive Officer (CEO) 15%, Corporate Controller 14%, Partner 7%.

 

Il commento

«Tra gli stakeholder delle imprese sta  maturando la consapevolezza del ruolo strategico e del valore aggiunto delle  donne ai vertici delle organizzazioni migliori – ha commentato Sonia Lenzi, Partner di Grant Thornton FDD, società parte della member firm Ria Grant Thornton per i servizi di audit e consulenza in Italia di Grant  Thornton – Come per l’Agenda 2030 dell’ONU e i 17 sustainable development goals post Accordi di Parigi del 2015, che sono asset e obiettivi di valutazione fondamentali per un futuro comune sostenibile per le società, le persone, l’ambiente e la pace, così sarà  decisivo continuare a investire nella formazione, carriere e stipendi paritari delle donne, quali elementi per misurare la performance generale delle organizzazioni».

 

Gli avvocati

In genere, i dati sulla gender equality sono riferiti al mondo delle imprese e al lavoro dipendente, ma nelle libere professioni come stanno le cose? Una prima risposta è arrivata nel corso del Consiglio Nazionale Forense. La cassa forense ha pubblicato alcuni dati sugli avvocati. Le donne sono il 48% (nel 1997 le donne avvocato erano  26.024; erano diventate 78.713 nel 2007 e la loro presenza è cresciuta ancora nel successivo decennio, raggiungendo le 115.991 unità). Per quanto riguarda i guadagni: i numeri raccolti da Cassa Forense dicono che nel 2017 il reddito medio delle donne avvocato è stato di 23.500 euro contro i 52.777 euro dei colleghi uomini.

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