Velocità, la chiave per affrontare il mercato post Covid

In un mercato segnato da una crisi economica improvvisa e pressoché totale, velocità e flessibilità sono le chiavi per adattarsi, evolversi e non rimanere sopraffatti. Una survey realizzata da McKinsey su livelli executive e director illustra i metodi adottati dai leader per raggiungere questi obiettivi.

Cambiamenti rapidi richiedono reazioni rapide. Potrà apparire come una banalità, ma i drastici mutamenti portati dalla pandemia hanno dimostrato quanto la velocità di reazione sia fondamentale per la sopravvivenza delle aziende. Tentare, per quanto possibile, di ‘cavalcare l’onda’ significa in questo contesto adattarsi e reinventarsi sulla base di cambiamenti logistici, operativi e tecnologici, e farlo in tempi brevi massimizzerà le chance di non essere schiacciati dagli agenti esterni.

Le aziende più veloci hanno performance migliori

In una ricerca McKinsey, gli executive e directors intervistati hanno riferito che i maggiori ostacoli alla rapidità di reazione di un’ azienda sono una strategia non chiara, silos organizzativi e processi decisionali lenti. Nodi che possono essere sciolti solo migliorando comunicazione e collaborazione interna, spingendo sull’utilizzo della tecnologia e snellendo i processi decisionali. La ricerca ci dice che le aziende rapide surclassano le altre sotto molteplici punti di vista. Sono più efficienti in innovazione, crescita, ‘salute’ organizzativa, performance finanziaria , promozione e coinvolgimento dei dipendenti e resilienza operativa.

I 9 step per un’azienda più agile

Secondo McKinsey sono 9 gli step fondamentali da compiere per aumentare l’agilità della propria azienda.

  1. Velocizzare e delegare le decisioni. Meno riunioni, meno decision makers in ognuna di esse e le decisioni di minore importanza delegate in modo tale che i top manager possano concentrarsi su quelle chiave.
  2. Puntare all’eccellenza esecutiva. Una maggiore responsabilizzazione di chi è coinvolto direttamente nell’esecuzione del lavoro, unito a una millimetrica precisione nell’organizzazione dei compiti del team e a un serrato follow up di quanto fatto. Tutti devono avere sempre un’idea definita del cosa, come e quando nello svolgimento di un compito.
  3. Sviluppare partnership di alto livello. Una partnership ben integrata e fondata su reciproca fiducia è una collaborazione che consente a entrambe le aziende di raggiungere i rispettivi obiettivi in modo più rapido ed efficiente. La pandemia ha dimostrato che, quando messi davanti a situazioni complesse e in rapida evoluzione, il sistema vincente per superare gli ostacoli è lavorare con un approccio sinergico.
  4. Snellire la struttura. Gerarchie troppo rigide e in generale una struttura aziendale poco flessibile tolgono spazio all’azione e costituiscono un blocco al flusso produttivo. Gerarchie complesse devono lasciare il posto a strutture più snelle che consentano passaggi di informazioni e di compiti rapidi, con più persone coinvolte nella produttività diretta e meno nella burocrazia.
  5. Team agili e autonomi. La presenza nell’azienda di molti team, ognuno focalizzato su uno specifico obiettivo, autonomo e responsabilizzato, consente di velocizzare i processi e agire contemporaneamente su diversi livelli in modo efficiente e organizzato.
  6. Sdoganare il lavoro ibrido. Oltre all’abbattimento di alcuni costi e all’aumento della soddisfazione del personale, il lavoro ibrido, in parte da remoto e in parte in loco, ha il potenziale di ridurre inutili sprechi di tempo. Di fondamentale importanza è fare ricorso a tecnologie e tool che consentano di mantenere una solida cultura aziendale e senso di coesione tra i dipendenti anche da remoto.
  7. Mettere in campo ora i leader di domani. Dare la possibilità alle risorse giovani di emergere affidando loro compiti importanti in modo da avere un’idea chiara delle loro capacità e collocarle in prospettiva.
  8. Imparare a imparare. Viviamo in un mercato del lavoro, e in generale in un mondo, in rapida evoluzione. Questo era vero prima dell’emergenza Covid e probabilmente lo sarà ancora di più dopo. Per queste ragioni la skill principale di cui il personale dovrebbe essere in possesso è proprio quella imparare. L’elasticità e la capacità di acquisire nuove competenze, padroneggiare nuove tecnologie e adattarsi al cambiamento sono la chiave per un’azienda più rapida e flessibile.
  9. Ripensare il ruolo di CEO e manager. Non comandanti in capo ma guide e visionari. Il compito di chi sta ai vertici di un’azienda non dovrebbe mai essere quello di osteggiare o bloccare le operazioni, bensì di fornire una visione, un obiettivo, e dare la fiducia necessaria al proprio team per trasformarlo in realtà.
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