Welfare, tre buone pratiche

Allianz, Enel, Esselunga: tre realtà molto diverse, accomunate da una grande attenzione al welfare aziendale. Mentre i dipendenti Enel possono usufruire di benefit e servizi su misura, guardano soprattutto alla famiglia le iniziative di Allianz ed Esselunga. Ecco le loro storie

welfare

Si presenta come una sorta di “menù à la carte” il welfare aziendale concordato da Enel con i sindacati, ossia premi e benefit il più possibile variegati e tarati sui bisogni dei singoli lavoratori. Dal viaggio all’estero o in Italia, pagato dall’azienda a luglio con il premio di risultato, ai corsi di yoga, pilates o ginnastica posturale per migliorare il “benessere personale”, ai programmi ad hoc per conciliare al meglio vita-lavoro specie durante i primi anni di vita del bambino. I circa 31mila addetti in Italia del Gruppo hanno la possibilità di costruirsi un welfare su misura, scegliendo le diverse opzioni e servizi messi a disposizione dall’azienda. Così, per esempio, se si sceglie di convertire parte del premio produttività (fino a un massimo del 60%) in welfare, si potranno “acquistare” sul portale web dedicato – una sorta di “salvadanaio digitale” accessibile da tutti i dipendenti, anche fuori da rete aziendale – vacanze studio, attività sportive o ricreative e corsi di formazione. Lo scorso anno, primo anno di applicazione delle nuove opportunità di “conversione” del premio in welfare, la “redemption” è stata di circa il 16%. Il premio è stato per lo più diretto (74%) al fondo pensionistico interno, Fopen; il personale si è poi indirizzato su rimborsi scolastici (circa 15%) e voucher (circa 8%).

Il pacchetto di “benefit” Enel si caratterizza per un’attenzione alla cura della persona e della famiglia. In quest’ottica, il gruppo ha attivato per i dipendenti della sede di Roma (ma l’iniziativa è in procinto di essere estesa in altre città) una serie di servizi, a prezzi convenzionati, con fornitori qualificati per baby sitting, supporto a parenti anziani, manutenzioni domestiche, lavanderia. Per i figli dei dipendenti, tra i 16 e i 18 anni, è attivo il progetto “Push to Open”, quattro mesi di “orientamento” per aiutare gli studenti a scoprire l’università giusta o ad accorciare la transizione con il mondo del lavoro.

Guarda alla famiglia anche il welfare di Allianz. La compagnia di assicurazioni ha pensato ai bambini che sono in vacanza dalla scuola: nella torre Isozaki di Milano un intero piano è stato dedicato ai figli tra i 6 e gli 11 anni dei lavoratori. Mentre i piccoli sono impegnati in attività ludico-didattico con giochi e laboratori, mamme e papà lavorano al di là di una vetrata. Lo spazio è disponibile dall’11 giugno al 7 settembre e riguarda i dipendenti di entrambe le sedi principali della compagnia a Milano e a Trieste.

Ha scelto di premiare il merito e la famiglia Esselunga, che ha selezionato 15 studenti tra i 14 e i 18 anni, figli di dipendenti, che si sono distinti per i loro risultati scolastici, premiandoli con un viaggio studio di un mese in Irlanda, Danimarca o Finlandia.  L’iter di selezione che ha riguardato i figli dei dipendenti dei negozi di diverse regioni, dalla Lombardia al Piemonte alla Toscana, è durato circa 4 mesi e si è svolto attraverso incontri individuali e una valutazione del rendimento scolastico.

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