Green jobs, in Italia crescono le imprese che investono in sostenibilità e risparmio energetico

Dal rapporto GreenItaly esce un quadro positivo sulle imprese eco: oltre tre milioni i lavoratori impiegati, il 13,4% del totale.

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Innovazione e sostenibilità: queste le chiavi di successo della green economy in Italia, che nel 2019 ha raggiunto quota 21,5% nel complesso, con uno scarto rispetto al 2011 di 7,2 punti percentuali. A riferire i dati il decimo rapporto di GreenItaly realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con Conai, Ecopneus e Novamont.

Ciò che emerge dal resoconto – che si avvale della partnership di Si.Camera ed Ecocerved e del patrocinio del Ministero dell’Ambiente – è che 432 mila imprese dell’industria e dei servizi, nel triennio 2015-2018, hanno investito in prodotti o tecnologie green per essere sostenibili, risparmiare energia e contenere le emissioni di Co2.

La generazione Greta ha bisogno di risposte più che di carezze. Molto sta cambiando anche se troppo lentamente” – ha commentato il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, in occasione della presentazione del rapporto – “Dieci anni fa nel mondo c’erano 25 GW di fotovoltaico installato: oggi i GW sono diventati 660 e l’Italia è una superpotenza dell’economia circolare”.

Come cambia il lavoro

Un’impresa su tre ha imboccato la strada della sostenibilità, 90 mila in più dello scorso anno. In vetta alla classifica tra le regioni italiane per green jobs la Lombardia, anche se Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige sono le regioni più verdi in proporzione. In totale, per il 2018, si parla di oltre 3 milioni di green jobs (3 milioni e 100 mila per l’esattezza), il 13,4% dell’occupazione complessiva. In questo contesto, un ruolo di spicco è ricoperto dai giovani imprenditori: tra le aziende under 35, il 47% ha fatto eco-investimenti, diversamente dalle over 35, che si sono fermate al 23. Queste imprese sono anche luoghi in cui si fa coesione sociale, dove ci si confronta con il territorio e con le organizzazioni non profit. Per quanto riguarda i lavoratori, si tratta di persone molto flessibili e spesso notevolmente qualificate (il 35,2%  ha una laurea).

Dallo chef all’installatore, dal meccanico all’ingegnere energetico, dagli informatici ai contabili, tutti i lavori cambiano, perché ogni professione può trovare la strada per fare sì che il proprio lavoro diventi sostenibile ed entri a far parte di quell’economia circolare che si fa sempre più spazio. Grazie alle imprese green, l’Italia ha ottenuto una leadership nella sostenibilità, tanto che “il nostro sistema industriale, con 14,8 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro prodotto, è il secondo tra quelli dei grandi UE per input energetici per unità di prodotto”, si legge nel rapporto. Dietro alla Gran Bretagna ma davanti alla Francia, ad esempio. In Italia, poi, si registra una maggiore efficienza nella riduzione dei rifiuti: le nostre imprese ne producono 43,2 tonnellate per milione di euro, quelle spagnole 54,7, quelle britanniche 63,7, le tedesche 67,4 e le francesi 77,4.

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