Con Andrea Fabbri, Group People and Organization Director di Prelios, abbiamo parlato di leadership. Le considerazioni fatte vertono sulle pressioni che le aziende italiane stanno vivendo in questo momento e che portano ad una competizione forte sulla ricerca e sulla gestione dei talenti. Diventa quindi prioritario il lavoro sull’ingaggio dei dipendenti e sulla centralità delle persone all’interno delle realtà aziendali, sia dal punto di vista della professione, sia della formazione, in un’ottica costruttiva di lungo termine.
Author: Redazione HR LINK
Per fare carriera occorre fortuna, tutto il resto è credenza. Ecco chi ha vinto l’igNobel 2023 con una riflessione di Paolo Iacci
Un modello matematico dimostra che le aziende che vanno meglio sono quelle che promuovono i propri dirigenti a caso. La ricerca è di un team di ricercatori siciliani ed è stata premiata ai IgNobel, facendo prima sorridere e poi riflettere. Se trovarsi al posto giusto nel momento giusto conta, quanto contano le capacità, la determinazione e la voglia di fare? Abbiamo chiesto il parere di Paolo Iacci che sulla fortuna nel lavoro, in azienda e nella vita ha scritto anche un libro e fatto una brillante analisi psicologica, economica e sociale.
Sostenibilità sociale come attenzione alla vita lavorativa delle persone
Tra le questione più pressanti messe sul tavolo della sostenibilità di Officine Risorse Umane bisogna sicuramente annoverare la lotta contro la povertà.
Barbara Cottini, Direttore Risorse Umane Gi Group Holding, sottolinea quanto sia necessario intercettare i bisogni degli individui ed accompagnarli durante tutta la loro carriera professionale, in modo che abbiano un lavoro sostenibile per la propria condizione di vita. La sostenibilità, infatti, non è solo quella ambientale, ma deve essere intesa come sostenibilità globale delle condizioni di vita delle persone e toccare tutti gli ambiti sociali.
Le competenze sono il tema più scottante in ambito formazione
Se si parla di formazione, uno dei temi più pressanti da affrontare è sicuramente quello della scarsità di competenze sul mercato.
Secondo Paolo Chiocca, HR Director Oldrati Group, le azioni che possono portare a dei risultati sono, in primo luogo, la necessità di costruire una relazione consolidata con le scuole, grazie a percorsi virtuosi specifici che già dall’infanzia permettano di creare una cultura del lavoro e delle competenze.
Inoltre, in linea con le necessità del futuro prossimo delle aziende è necessario andare a lavorare anche sulla formazione delle competenze del personale ultracinquantenne nell’ottica di riqualificarlo e collocarlo in posizione più in linea con le ricerche del mercato.
Incentivi per lo sviluppo di competenze manageriali: i bandi in essere
4.Manager ha costituito un proprio Osservatorio con l’obiettivo di individuare e analizzare i trend che condizionano l’evolvere delle competenze manageriali del nostro Paese, relativi sia all’aspetto economico sia a quello socio-culturale, monitorando anche le buone pratiche nel campo del welfare aziendale.
Crescono i climate quitters tra millennials e genZ, scelgono posti di lavoro green
Secondo un'indagine di KPMG, sono i lavoratori appartenenti alla GenZ quelli più green e propensi a dare priorità agli impegni ecologici della propria azienda, quando si apprestano ad una scelta lavorativa. Il movimento ha assunto il nome di "climate quitters" e l’HR manager deve conoscerlo a fondo per attrarre nuovi talenti.
Aumentano gli anziani, calano i giovani: ecco la fotografia del 6° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale
Licenziamenti di massa nelle big tech della Silicon Valley: cosa sta succedendo?
Lo strumento dell’innovazione per cambiare le Risorse Umane
Il problema principale dell'innovazione oggi - sia come contesto, sia come strumento - è che, in chiave HR, siamo di fronte ad un processo organizzativo non ancora presidiato dalle Risorse Umane.
Ne abbiamo parlato con Manuele Vailati, Amministratore delegato Start Hub Consulting, che ha sottolineato come la triangolazione “Cambiamento-Cultura-Innovazione” possa veramente portare ad una modifica nei processi aziendali ed organizzativi.
Fronte comune per fronteggiare il fenomeno dello skill mismatch
Uno degli elementi più importanti sui quali dovremmo intervenire nel breve periodo è lo skill mismatch, ovvero il fenomeno per il quale le aziende non riescono a trovare competenze adatte allo sviluppo del proprio business.
Si tratta di un fenomeno allarmante e che ha un costo a livello globale, stimato nel 2020 pari al 10% del PIL. Come dobbiamo intervenire? Ne abbiamo parlato con Adriano Caponetto, HR & Organization Director Rhenus Logistics Italy.









