I contratti collettivi nazionali o di secondo livello possono individuare deroghe alla proroga o al rinnovo, oltre le previsioni di legge, ma solo per esigenze specifiche, superando così i limiti imposti dal decreto Dignità.
Author: Redazione HR LINK
Hr evaluation, come è cambiata con la pandemia la valutazione delle performance
Cos’è una ‘happy company’? Alla scoperta della cultura del benessere come leva di produttività
Andrea Virgilio è CEO e Chief Happiness Officer di Heply, una software agency giovane, il cui successo si fonda sulla felicità dei propri dipendenti. Un approccio basato su alcune linee guida per gestire le risorse umane e la relativa produttività senza far mancare supporto, fiducia, senso di appartenenza, valorizzazione dei rapporti interpersonali, delle capacità individuali e dei momenti di crescita e formazione.
Diversità e inclusione, ecco cosa ha prodotto la pandemia da Covid-19
Una ricerca di Ius Laboris evidenzia l’impatto e guarda al futuro: circa il 30% delle aziende ha registrato una ricaduta negativa.
Trasformazione digitale, i ritardi delle imprese italiane tra resistenze al cambiamento e mancanza di strategia
Secondo l’ultimo sondaggio dell’Osservatorio Digital B2B della School of Management del Politecnico di Milano, quasi 8 aziende su 10 investono meno del 5% del proprio fatturato in progetti di digitalizzazione.
App per la salute mentale in azienda, alleato o buco nell’acqua?
Tra le innumerevoli conseguenze della pandemia ci sono anche le ripercussioni sulla salute mentale, un aspetto che è fondamentale tenere in considerazione anche in ambito lavorativo
Luxottica, azienda leader nell’occhialeria, investe in formazione e ricerca di talenti
La multinazionale ha acquisito Irsoo, l’Istituto di ricerca e studi in ottica e optometria di Vinci.
Green pass e lavoro, per Confindustria obbligo se è a rischio la salute dei colleghi
Diverse tra loro le posizioni delle organizzazioni di categoria, in generale più propense a valutare i singoli casi. Difficile avallare l’imposizione per i sindacati.
Bonus smart working, è il datore che decide
Tra gli emendamenti approvati relativi al Decreto sostegni c’è la proroga a tutto il 2021 dell’aumento destinato al bonus smart working, strumento che consente ai datori di lavoro di cedere ai propri dipendenti un importo di 516,46 euro da spendere in beni e servizi per il work from home. Ma attenzione: contrariamente a quanto inteso inizialmente da molti, il bonus non è rivolto ai dipendenti ma ai datori di lavoro, ai quali spetta decidere se erogare il bonus e sostenere l’onere.
Sblocco dei licenziamenti, il punto della situazione a un mese di distanza
Il settore automotive quello più colpito; preoccupazione anche per l’impatto sulla produzione ad emissioni zero.









